Barzagli: “Per giocare con Gasperini devi essere forte fisicamente. Come Conte non c’è nessuno. Su Dani Alves…”

L’ex difensore racconta alcune particolarità della sua carriera di giocatore e non solo

di Redazione ITASportPress
Barzagli

Curiosa ed interessante intervista rilasciata dall’ex difensore anche della Juventus Andrea Barzagli a Cronache di Spogliatoio. L’ex centrale anche della Nazionale ha parlato di diversi temi legati al calcio. Dalla preparazione fisica, agli allenatori avuti fino ai compagni di squadra con una particolare menzione per Dani Alves e… la sua musica.

Barzagli: i mister e Dani Alves

Conte (Getty Images)

Se mi ricordo il primo allenamento in cui abbiamo provato la difesa a 3? Lascia stare, lascia stare, è stato un dramma”, ha raccontato sorridendo Barzagli. “Anche perché sia io che Bonucci e Chiellini eravamo tutti abituati a giocare a 4. Tutti centrali. Leo alla fine è rimasto centrale e gli è cambiato poco, io e Giorgio abbiamo dovuto cambiare qualcosa nel corso degli anni per fare quel ruolo. A 3 le prime volte con Conte è stato molto strano, quella di Gasperini l’ho provata da avversario e devo dire che è un caos. Certe volte difendi e dici: ‘Ma quanti sono in area’, e sono 7 o 8 e ti chiedi come mai. Attaccano, difendono. Ti crea un po’ scompiglio. Con Gasperini devi essere forte fisicamente, atletico. Arrivare sul finale di partita e avere ancora gamba è grazie ad allenatori che chiedono tanto alla propria squadra fisicamente. Gasperini mi hanno detto li fa allenare molto di più di Conte. Io Conte ce l’ho avuto: come lui non c’è n’è. Con Allegri i carichi erano minori rispetto a Conte”.

E sullo spogliatoio e i compagni: “Da giovane ero sempre molto concentrato e poi piano piano mi sono accorto che noi italiani abbiamo questo momento prima della partita dove c’è chi ascolta musica, chi è molto concentrato. Mi sono accorto che non è determinante questa cosa: ognuno ha il suo modo per concentrarsi”, ha detto Barzagli che poi ha rivelato: “Ogni tanto scherzare e stemperare quella tensione fa bene. Ultimamente sono arrivate colonie di sudamericani che hanno iniziato a mettere la musica, ma devo dire che se ti vuoi isolare, in uno spogliatoio ci riesci. Noi abbiamo avuto un po’ di problemi con Dani Alves perché lui metteva la musica a palla, era abituato al Barcellona e dicevano che è una cosa che succede spesso. Ma anche in Inghilterra le squadre hanno la musica forte prima della partita. A un certo momento gli avevano detto ‘Guarda Dani, scusa ma qui c’è chi vuol stare concentrato e chi meno’, e quindi si metteva la musica a palla nelle cuffie e ballava da solo. Poi alla fine entrava in campo e lo vedevi che era uno dei più concentrati. La cosa è molto soggettiva”.

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