Boateng e la lotta al razzismo: “Serve la squalifica del campo. Sto organizzando una mia task force…”

“Spero sempre in comportamenti positivi e mi auguro che il pubblico qualcosa abbia imparato”

di Redazione ITASportPress

Lunga ed interessante intervista rilasciata da Kevin Prince Boateng al Corriere della Sera. Il trequartista o attaccante della Fiorentina, tra i vari temi affrontati, si è voluto soffermare sulla questione razzismo. L’ex Barcellona e Sassuolo è tornato sugli episodi recenti, come quello di Verona nei confronti di Balotelli. Ecco alcune delle sue parole:

“Non mi basta che dopo gli insulti a Balotelli venga impedito l’accesso a una parte di tifosi”, ha detto Boateng. “Io spero sempre in comportamenti positivi e mi auguro che il pubblico qualcosa abbia imparato e non replichi più certi atteggiamenti. Serve la squalifica del campo. Le società devono pagare per il comportamento dei loro tifosi. Oppure, se necessario assegnare la sconfitta a tavolino. E poi negli stadi si dovrebbero installare più telecamere per individuare chi compie certi gesti”.

IN PRIMA LINEA – “Il mio discorso sul razzismo all’Onu? Un giorno importante per la mia vita. Ma dopo di allora concretamente cosa è stato fatto per combattere il fenomeno? Una task force, riassunta in una serie di riunioni e idee. Non basta la campagna No to racism’ in Champions. Nel 2020 ci penso io. Sto organizzando una task force mia con eventi, coinvolgendo altri calciatori. Sono stufo, la gente non capisce come si sentono Balotelli, Boateng o Koulibaly quando tornano a casa. Noi siamo soli. Divento pazzo quando sento commenti del tipo ‘tanto guadagni 5 milioni’, addosso restano cicatrici che non si possono cancellare”.

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