Cagliari, Lopez: “Allegri fu il primo a capire che sarei diventato allenatore”

Il tecnico dei rossoblù si prepara alla sfida alla Juventus del maestro Max: “Giocheremo senza paura”

di Redazione ITASportPress

Un’esperienza da giocatore, anzi da bandiera, lunga 12 anni, e due da allenatore possono bastare per far passare Diego Lopez come cagliaritano. Il tecnico uruguaiano, subentrato a Massimo Rastelli dopo otto giornate e protagonista di una rimonta che sta traghettando il Cagliari verso una classifica più tranquilla, è stato intervistato da La Repubblica nella settimana che porterà la squadra a sfidare la Juventus, sabato sera alla Sardegna Arena prima della sosta del campionato.

Lopez ha raccontato le modalità dell’ennesimo ritorno sull’Isola: “È una storia incredibile. Eravamo a Getafe con mia moglie e i tre figli: il più grande, Thiago, a 17 anni sta andando a studiare in Spagna. Mia moglie non voleva lasciarlo solo e abbiamo deciso di trasferirci tutti. Avevo deciso di affittare la nostra casa di Cagliari, ma lei mi diceva, ‘aspetta, aspetta’: il giorno in cui abbiamo finito di arredare l’appartamento spagnolo, alle sette di sera in macchina è squillato il telefono. Era l’ad Carlo Catte. Il giorno dopo alle 12 ero a Milano col presidente. Ora sono solo a Cagliari e la famiglia è a Getafe: non mi aspettavo di essere chiamato, ma è come se non me ne fossi mai andato. Sarà la gente, sarà il mare, fatto sta che ora in Uruguay mi sento straniero. Se torno da solo, non mi sembra il mio paese, anche se ci vivono i miei genitori”.

Lopez ha poi parlato di due dei tanti allenatori avuti in rossoblù, Gian Piero Ventura e Max Allegri, avversario sabato: “Ventura non mi vedeva: ero arrivato a fine mercato, non parlavo italiano. Potevo andarmene, ma non volevo farlo senza aver lasciato il segno. Colpa sua l’Italia fuori dal Mondiale? Il discorso è ampio, ma così è troppo semplice”.

“Contro la Juventus proveremo a giocare senza paura facendo il nostro calcio. Con Allegri ho giocato gli ultimi due anni. Una volta venne da me, ero infortunato, e mi disse: ‘Diego, tu devi fare l’allenatore, inizia a studiare’. Non ci pensavo nemmeno, forse lui lo vedeva e io no. Ci sentiamo spesso, anche con i suoi collaboratori, ma in questa settimana non voglio sentirlo…”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy