Cagliari, l’ex Muzzi prenota la panchina: “Sto crescendo con Stramaccioni, ma sogno di allenare i rossoblù”

L’ex attaccante è il vice allenatore dello Sparta Praga e non si perde una partita dei sardi

di Redazione ITASportPress

È un cuore a più colori quello di Roberto Muzzi. L’ex attaccante ha intrapreso la carriera da allenatore e dopo i primi passi nel settore giovanile della Roma eccolo a Praga, come vice di Andrea Stramaccioni allo Sparta Praga.

La classica esperienza di vita e lavorativa che non si dimentica…:

“Sto facendo molta esperienza, devo tutto ad Andrea – ha detto Muzzi a GianlucaDiMarzio.com – Mi sta dando tante grandi opportunità. Il campionato è di buon livello, lo Sparta Praga è un club importantissimo, con una storia gloriosa alle spalle. Siamo dovuti ripartire da zero, abbiamo fatto tantissimi acquisti, ma adesso stiamo oliando i meccanismi e i risultati iniziano a vedersi”.

Grossomodo ciò che sta capitando alla Roma, una delle squadre delle quali Muzzi chiede sempre il risultato…: “La Roma è bella da vedere, in crescita, con un allenatore che sta imponendo le sue idee senza isterismi. Ho visto una grande squadra con il Chelsea, sia all’andata che al ritorno, e in campionato è lì, considerando la gara da recuperare contro la Sampdoria. Il lavoro paga e alla fine le scelte della società, che in un primo momento sono state criticate, si stanno rivelando vincenti. Poi i giallorossi hanno il miglior centrocampo della serie A”.

Se però Muzzi diventasse allenatore in prima il sogno sarebbe quello di sedersi su un’altra panchina…: “Se per caso sarò così bravo da diventare primo allenatore un giorno mi piacerebbe guidare il mio Cagliari. Non mi perdo una partita. Mi è dispiaciuto per l’esonero di Rastelli, il suo biennio è stato ottimo. Quest’anno ha pagato un blackout per certi versi inspiegabile, ma è sicuramente un allenatore bravo e preparato. La società ha deciso di cambiare, è nel suo diritto. Non posso ancora esprimermi sul lavoro di Lopez, è troppo presto: ci vorranno ancora due o tre partite per vedere la sua idea di gioco. Ma conosco Diego e so quanto ci tiene”.

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