Cannavaro: “Sarri un esempio per tutti gli allenatori. La Champions per essere come Klopp e Guardiola”

Cannavaro: “Sarri un esempio per tutti gli allenatori. La Champions per essere come Klopp e Guardiola”

Parla l’ex difensore, ora tecnico del Guangzhou Evergrande

di Redazione ITASportPress
Cannavaro

​A tutto Fabio Cannavaro. Il tecnico del Guangzhou Evergrande ha parlato a Tuttosport in merito alle vicende del calcio italiano. Dalla vittoria dello scudetto della Juventus fino alla prossima Champions League con le aspettative sui bianconeri e non solo.

Cannavaro: “Sarri un esempio. Champions per essere come Klopp e Guardiola”

Sarri
Juventus Sarri (getty images)

“Scudetto vinto per demerito delle rivali? Assolutamente no”, ne è convinto Cannavaro che inizia con il tema Tricolore. “Quello è il solito alibi dei perdenti. Ma non lo dico io, è così da sempre. La Juventus ha vinto perché si è confermata la più forte. E visto il margine di vantaggio che ha sulla concorrenza, parte favorita anche per raggiungere il decimo scudetto di fila”. E su Sarri: “Bisogna fargli solamente i complimenti. Alla fine ha preso quello che gli spettava da un po’ di tempo. ​È un esempio per tutti gli allenatori. È partito dalla seconda categoria e, anno dopo anno, è arrivato al top. Al Napoli aveva svolto un lavoro straordinario ed era riuscito ad impensierire la Juventus per lo scudetto. Al Chelsea ha trionfato in Europa League subito. E adesso si è preso quel tricolore che gli spettava di diritto, oltretutto in una annata complicata”.

Dallo scudetto alla Champions che può valere un’ulteriore affermazione della squadra e dello stesso tecnico: “Maurizio ha dimostrato di essere un big. E ora, per raggiungere Pep e Jurgen, gli manca soltanto una cosa: l’affermazione in Champions“. E proprio sulla prossima sfida dei bianconeri: “Non sarà semplice col Lione, ma la Juventus ha tutto per provarci. Bisogna fare attenzione anche all’Atalanta, che per caratteristiche si esalta maggiormente in Europa e può essere la mina vagante della Final Eight”. Infine una battuta: “Chi porterei da me in Cina? Buffon, ma per le regole bisogna avere portieri locali. Quindi… Douglas Costa. Quando è al top, è fantastico”.

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