Capello: “VAR, ecco cosa manca. Juventus? Champions giardino del Real Madrid. Su Buffon…”

Capello: “VAR, ecco cosa manca. Juventus? Champions giardino del Real Madrid. Su Buffon…”

Lunga intervista rilasciata dall’allenatore dello Jiangsu Suning ai taccuini del Corriere della Sera

di Redazione ITASportPress
Capello

La sua carriera e il suo curriculum sono uno spunto invitante per parlare a ruota libera sia in chiave Nazionale, che del prossimo Mondiale di Russia 2018, senza dimenticare i quarti di Champions League che sono alle porte.

Fabio Capello, allenatore dello Jiangsu Suning, ha trattato questi argomenti durante un’intervista concessa ai taccuini del Corriere della Sera; ecco quanto dichiarato dal tecnico friulano:

ITALIA VS MESSI – “E’ quello che ci vuole dopo lo shock della mancata partecipazione al Mondiale. In questo momento è meglio affrontare un grande avversario per valutare i giocatori e le scelte di Di Biagio. Farlo in campo neutro, senza pressioni, può dare agli azzurri la possibilità di esprimersi al meglio. L’Argentina sembra dipendente da Messi, ma ha altri ottimi giocatori. E sono tra i favoriti per il Mondiale.

RISORGIMENTO ITALIANO – “Qualcosa di positivo si è visto. C’è la voglia di essere di nuovo competitivi a livello europeo, almeno come club. Come Nazionale bisogna vedere i giocatori e il loro livello: in Serie A magari ci sembrano bravissimi, ma hanno partecipato a poche competizioni internazionali, vincendo ancora meno. E si rivelano poi mediocri. Il problema non è il commissario tecnico, ma la qualità dei calciatori a disposizione. Se non ce li hai, se non riesci a produrre un buon calcio, puoi inventarti quello che vuoi, ma non fai tanta strada. Conte sulla panchina azzurra? Non voglio parlare dei colleghi. Cerchiamo di lavorare serenamente e di dare ai giocatori la possibilità di esprimersi al massimo. Dobbiamo capire che il livello è molto alto quando si indossa la maglia azzurra. E tanti in passato ne sono usciti ridimensionati. Per questo bisogna stare attenti nei giudizi. E nei facili entusiasmi. Ci vuole qualità, ma anche personalità: va bene crescere senza assillo, ma la Nazionale deve vincere. Come tutte le squadre, al di là delle filosofie che sono tornate di moda”.

IL 27 SI VA A WEMBLEY... – Più che uno stadio, è un’emozione. È l’impianto più bello del mondo e lì respiri la storia del calcio. Io nel ’73 segnai nel vecchio Wembley, dove correvano ancora i cani. Oggi sono un emigrato privilegiato, ma capisco ancora meglio la soddisfazione che hanno provato i nostri connazionali che erano allo stadio in quella notte, dopo essere stati etichettati come ‘ventimila camerieri’. Quel gol decisivo regalò loro una gioia enorme. Tornare in quello stadio come commissario tecnico dell’Inghilterra è stato un motivo di orgoglio, anche per aver portato al Mondiale nel 2010 una squadra che non si era qualificata per l’Europeo precedente”.

ATALANTA STILE BRITISH – “I giovani in Inghilterra? Succede che ci siano covate migliori di altre. Ma quel che conta è la programmazione: ho visto nascere e dato anch’io i miei consigli per il nuovo centro federale. Poi ci vogliono anche gli allenatori che abbiano coraggio di mettere in campo i giovani. Da noi, lo fa solo l’Atalanta».

PARTIRE DALLE SCUOLE – “Da noi si parla troppo di tattica e poco di tecnica. Ma con la velocità del calcio moderno senza tecnica non si va da nessuna parte. In Spagna hanno il calcio a 5 nelle scuole, che è basilare per la crescita tecnica. Ma noi delle scuole ce ne siamo dimenticati”.

RUSSIA TRA CAMPO E ORGANIZZAZIONE – “Senza Kokorin, che si è rotto il crociato, non so dove arriverà oltre la prima fase. A livello organizzativo, invece, la Russia sarà perfetta”.

VAR – “Secondo me manca una cosa: ci vorrebbe un ex calciatore o ex allenatore davanti al monitor, per capire meglio alcune fasi del gioco. Andrebbe insomma condivisa con soggetti che non siano arbitri. Ma loro sono molto gelosi del loro potere”.

CAPITOLO BUFFON – “Le critiche sono frutto dell’invidia tipicamente italiana. Da noi lo sport nazionale è bruciare tutto, senza rispetto per la storia che uno ha avuto. Buffon può essere utile a Di Biagio”.

BALOTELLI OUT – “Non mi faccia litigare con Raiola, con cui ho un ottimo rapporto dai tempi di Ibrahimovic…».

IN CHAMPIONS LEAGUE L’ITALIA SFIDA LA SPAGNA – “Saranno sfide interessanti: una cartina di tornasole per capire il nostro livello. Sulla carta la Juventus ha più chance della Roma, per esperienza e carisma. Ma la Champions League è il giardino del Real Madrid”.

NIENTE PANCHINA AZZURRA – “L’esperienza ce l’ho, ma con le nazionali ho già dato e l’anagrafe è pesante. Un ex azzurro sente sempre l’emozione dell’inno, però facciamo andare avanti i giovani”.

DI BIAGIO, PROVACI – “Fa bene a volersi giocare la conferma, lo dice la nostra storia. Che è stata scritta da tanti allenatori federali come Bearzot, Vicini, o Maldini. Lui fa bene a volersi giocare le sue carte”.

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