CASO CATANIA, l’ennesima ‘estate calda’. Slittano i campionati dalla B alla D?

di Redazione ITASportPress

Un autentico terremoto si abbatte sul Catania, con un’ importante operazione della Dda che ha portato a sette ordinanze di custodia cautelare, tra le quali spicca quella del presidente del club etneo, Antonino Pulvirenti.

Il ‘calcio malato’ sale ancora agli onori della ribalta e sarà un’estate bollente più in procura che sui campi. Il procuratore federale Stefano Palazzi avrà tanto lavoro tra Cremona, Catanzaro e Catania. La prima inchiesta, quella coordinata dal pm Di Martino è ormai alle battute finali e presto arriveranno le richieste di rinvio a giudizio. A questo punto si pone il problema dei calendari, con l’ennesima estate rovente tra processi sportivi (da concludere entro agosto), problemi finanziari che potrebbero portare all’esclusione di altre squadre e ripescaggi: non è escluso quindi che l’inizio dei campionati possa slittare.

Intanto Palazzi ha chiesto alla Procura etnea gli atti dell’inchiesta e ha aperto il procedimento sul caso Catania: per il processo i tempi dovranno essere stretti. Ormai la solita ‘bufera’ sul calcio si ripete periodicamente, puntualmente, “patologica conseguenza del tramonto della vecchia innocente schedina, soppiantata ormai da scommesse sulle singole partite e addirittura sugli eventi all’interno delle singole partite”, così come ha detto il Pm di Catanzaro, Elio Romano, titolare dell’inchiesta ‘Dirty Soccer’.

Mentre il suo collega di Cremona, Roberto Di Martino, ne sta portando avanti un’altra ormai da quattro anni. Tra presidenti corrotti, manager malleabili, bande di delinquenti e giocatori coinvolti, che la truffa o la frode sportiva servano per salvare la squadra dalla retrocessione o per realizzare ingenti vincite con le scommesse poco importa. Con buona pace dei tifosi, vere ‘vittime’ di questo sistema.

“Assicuro che la Lega che rappresento, come è già successo nell’ambito del procedimento penale attivato dalla Procura di Cremona, non darà tregua ai responsabili di queste nefandezze”, afferma il presidente della Lega Serie B, Andrea Abodi. E potrebbe anche finire peggio, con le società che avevano in casa i tesserati colpevoli di aver favorito le combine a farne le spese.

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