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Catania, Baiocco a ISP: “Lucarelli ha calciatori che possono fare la differenza ma contro la Ternana è importante…”

Davide Baiocco, ex giocatore del Catania, in esclusiva per Itasportpress torna a parlare della squadra etnea

Redazione ITASportPress

Davide Baiocco torna a parlare a Itasportpress del Catania, dando le sue sensazioni sulla situazione playoff, con un occhio al suo passato catanese mai dimenticato.

SITUAZIONE PLAYOFF

Getty Images

"Ho visto il risultato e una mezza intervista di Cristiano Lucarelli, ma la partita non l'ho guardata. Posso essere felice per la rimonta del Catania e per il risultato, per il resto però posso giudicare ben poco su quanto avvenuto al 'Massimino'. Rimango positivo come sempre, se vuoi raggiungere dei risultati devi essere ottimista, e percepisco ottimismo e positività, il che è sempre necessario se si vuole andare avanti".

TESTA ALLA TERNANA

"La Ternana non l'ho seguita e non conosco il suo percorso. E' tutto un po' falsato dal lockdown, essere rimasti molto fermi non aiuta. Chi è riuscito a restare focalizzato sulla forma fisica ed è riuscito ad allenarsi mantenendo delle buone abitudini è in vantaggio perché adesso può dire di non aver perso il filo del discorso. Certamente manca il lavoro di squadra, dunque conta molto quello che si è fatto prima dello stop. Nella partita singola i valori vengono sovvertiti in maniera importante, è tutto molto aperto in questi casi. E' una partita secca in cui subentra la capacità di gestire le emozioni da parte del singolo, subentrano tanti altri discorsi e dinamiche".

"Ogni squadra ha dei talenti all'interno, sia il Catania che la Ternana hanno dei giocatori che possono fare la differenza. Il Catania ne ha tantissimi, giocatori che hanno calcato anche grandi palcoscenici e situazioni caratteriali ed emotive più pesanti di ora. Quando sei abituato a gestire situazioni difficili diventa più facile. Nel Catania ci sono giocatori abituati ad affrontare determinate situazioni e questo può agevolare sicuramente".

CAPITOLO SOCIETÀ

"Per quel che riguarda la Società, mi concentro poco su ciò che non controllo, e la situazione societaria non la controlla nessuno. Sono convinto che qualcuno prenderà il Catania, e mi auguro che lo prenda con l'intenzione di progettare un futuro nei prossimi 5-10 anni, parlando di progettualità, sviluppo del territorio, brand, marketing, sviluppo dei giovani... sento troppo poco questi discorsi, malgrado queste cose siano la salvezza del calcio. C'è bisogno di cambiamenti, li hanno fatti un po' tutti, noi siamo un po' restii. Ci sono modelli di fianco a noi che lo fanno, e fanno calcio in maniera totalmente differente, e non si deve pensare solo all'annata corrente, perché se ragioni così non fai nulla. Mi auguro che la società che prenda il Catania ragioni con questa mentalità".

IL SUO PASSATO

"Ogni esperienza ti serve, sia quella più positiva che quella meno positiva. Non esistono sconfitte ma insegnamenti, in tutto. Ci sono momenti importanti come la vittoria del campionato dopo 23 anni, ma in realtà ogni esperienza che ti lascia qualcosa in negativo o positivo ti fa migliorare. Facile essere felici quando le cose vanno bene, in realtà anche quando vanno male devi essere pronto a reagire nella maniera giusta. Parlando di insegnamenti calcistici a Catania mi ha dato tanto Pasquale Marino, una persona che mi ha insegnato parecchio sotto l'aspetto tecnico".

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