Chelsea, Morata: “Potevo andare via e guadagnare di più, ma volevo restare. Ho pianto per il Mondiale”

Chelsea, Morata: “Potevo andare via e guadagnare di più, ma volevo restare. Ho pianto per il Mondiale”

L’attaccante spagnolo: “Mio padre, quando Sarri è stato annunciato come allenatore del Chelsea, mi ha detto: ‘Tutti gli attaccanti con lui segnano molti gol, quindi non preoccuparti. Questo sarà il tuo anno'”

di Redazione ITASportPress

E’ stato al centro di numerose voci di mercato, ma Alvaro Morata sarà un punto fermo del Chelsea anche quest’anno. L’attaccante spagnolo, dopo una stagione altalenante con Antonio Conte, è pronto a ripartire e la nascita dei suoi due figli lo ha caricato ulteriormente. Non a caso ha deciso di cambiare il numero di maglia, passando dal 9 al 29, giorno della nascita dei suoi due gemelli, Alessandro e Leonardo. E adesso con l’arrivo di Maurizio Sarri sulla panchina dei Blues, potrebbe essere arrivato il momento della sua definitiva consacrazione. Intervistato dai microfoni di Mirror Football, l’ex centravanti di Real Madrid e Juventus, ha svelato numerosi retroscena su questi ultimi mesi e non solo.

FAMIGLIA – L’arrivo dei due figli ha mandato al settimo cielo Morata e la moglie Alice Campello: “È la miglior sensazione della vita. Leonardo è il più calmo e Alessandro è un po ‘matto, ma è tutto incredibile, dopo pochi giorni puoi notare la differenza. Adesso ci sono tante responsabilità, ma è la migliore sensazione della vita. Ora sono pronto. Molte cose sono cambiate nelle nostre vite e l’unica cosa che ho nella mia testa ora è segnare, segnare, segnare! Poi per tornare a casa e stare con i miei bambini e mia moglie”.

VOLONTÀ – L’attaccante iberico ha ricevuto diverse offerte in queste settimane, si era parlato anche di un ritorno alla Juventus: “La cosa più facile sarebbe stata lasciare il Chelsea quest’anno. Sarei potuto tornare in Italia. Mia moglie è italiana. Potevo tornare in Spagna, ho avuto molte offerte e avrei guadagnato più soldi. Ma voglio combattere. Voglio cambiare il passato. In Italia o Spagna avrei avuto poche pressioni perché ho fatto bene, ma ho deciso di restare qui. Lo volevo”.

NUMERO DI MAGLIA – “Il mio primo numero è quello che ho scelto di mostrare quando ho iniziato la mia carriera da professionista al Real Madrid. Ma ora ho i miei due bambini sulla maglietta e mi danno un sacco di energia per l’anno che sta per iniziare”.

DIFFICOLTÀ – Morata è tornato sul rendimento poco brillante offerto nella scorsa stagione: “Avevo un blocco nella mia testa e non volevo parlare con nessuno. Non volevo ascoltare nessuno. Volevo solo restare a casa. Probabilmente non è depressione, ma è simile. Nel calcio tutto ruota intorno alla testa e nell’ultimo anno ho sofferto in questo aspetto perché sono venuto qui con molte aspettative, molta pressione. Ho iniziato bene, ma dopo ho avuto anche il dolore alla schiena. Non so perché. Ho fatto un sacco di cose per cercare di recuperare ma non potevo e non sapevo perché. E questo influiva sulla mia testa”.

MONDIALE – Bruciante è stata anche la mancata convocazione con la Spagna per Russia 2018: “Non mi vergogno ad ammettere che ho pianto. Il manager mi ha chiamato a mezzanotte e mi ha detto: ‘Non sei nei miei piani’. Ho 25 anni. La Coppa del Mondo era tutto per me. Ero venuto al Chelsea per essere convocato per il Mondiale. Il giorno dopo ho fatto un servizio fotografico con Hugo Boss in una piazza di Madrid e non riuscivo a mettere la faccia giusta. Sapevo che ci sarebbero stati molti giornalisti che mi chiedevano la Coppa del mondo. Dovevo essere con Harry Kane e Philippe Coutinho, ma sono fuggito. Sono andato in Italia con mia moglie”.

CURA SARRI – Con l’ex tecnico del Napoli, adesso per l’ex Juventus, potrebbe cambiare tutto: “Mio padre, quando Sarri è stato annunciato come allenatore del Chelsea, mi ha detto: ‘Tutti gli attaccanti con Sarri segnano molti gol, quindi non preoccuparti. Questo sarà il tuo anno’. Ora è il momento di essere un giocatore importante. Segnare molto per centrare gli obiettivi. Aiutare la squadra a ottenere trofei e a restituire tutte le cose che il Chelsea mi ha dato, la fiducia. La loro volontà è di farmi diventare un grande giocatore. Voglio ripagare questa fiducia”.

Morata, che numero! Colpo da maestro

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