Chievo, l’ex Luciano: “Sto parlando con Campedelli per il ruolo di osservatore in Brasile”

“Vorrei lavorare di nuovo per il Chievo. Per me è stata una famiglia e desidero farne ancora parte. Un consiglio? Prendete William Arao del Flamengo”

di Redazione ITASportPress

Con la maglia del Chievo ha totalizzato 316 apparizioni, diventando il secondo giocatore ad aver collezionato più presenze in Serie A con la squadra veneta, dietro a Sergio Pellissier: stiamo parlando di Luciano Siqueira, noto semplicemente come Luciano. L’ex centrocampista classe 1975 dopo aver chiuso la sua carriera nel 2013, è tornato in Brasile ed ha creato una nuova attività, gestendo il suo residence a Florianopolis. Adesso il brasiliano vorrebbe nuovamente rientrare nel mondo del calcio in veste di osservatore ed essere il punto di riferimento della società clivense in Brasile. Queste le dichiarazioni rilasciate al quotidiano ‘L’Arena’: “Ne ho parlato col presidente Campedelli, vorrei lavorare di nuovo per il Chievo. Per me è stata una famiglia. E desidero farne ancora parte. Il mio punto di riferimento è Giovanni Sartori, perché lui aveva delle grandi intuizioni. Un genio. Mi spiace che abbia lasciato il Chievo, non l’avrei mai immaginato. La società in questi anni è stata comunque molto brava a crearsi dei dirigenti capaci, a portare avanti una filosofia precisa non solo nello spogliatoio attraverso i giocatori ma anche fra le varie figure dirigenziali. Mi fa piacere ad esempio che sia tornata una persona di grande valore come Corrado Di Taranto con cui continuo a sentirmi”.

OSSERVATORE“Guardo tantissime partite, mi informo, leggo, studio, prendo appunti. Anche se il calcio europeo è molto diverso. E qualsiasi ragazzo brasiliano che vuole l’Italia deve tenerne conto. Per adeguarsi servono tanta volontà e capacità di soffrire. Le qualità tecniche non bastano. E devi fare tutto lontano da casa, dalla famiglia, dai tuoi affetti. Per me fu lo stesso. Consiglio al Chievo? Prenderei subito William Arao del Flamengo, un centrocampista di corsa che mi piace molto. Ha 25 anni, è stato anche al Botafogo e convocato dal Brasile. Mi sembra Perrotta”.

TALENTI – “Il Chievo ne ha già un in casa: Emanuel Vignato. Lo ricordo bene poco più che bambino quando io ero ancora a Verona. Ho conosciuto la sua famiglia, la madre è brasiliana come me. Vignato tocca il pallone in maniera diversa da tutti gli altri, non ci vuole molto per capire che lui è di un’altra pasta. Ha tutto per fare il calciatore professionista. E considerato che ha appena 16 anni può ancora crescere moltissimo, anche fisicamente”.

L’intervista completa in edicola con “L’Arena”.

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