Ciccio Graziani: “Il calcio italiano sta bloccando la crescita dei giovani”

Ciccio Graziani: “Il calcio italiano sta bloccando la crescita dei giovani”

L’ex bomber e campione del mondo con l’Italia nell’82 ha parlato in una lunga intervista al Corriere dello Sport. Serie A, giovani italiani e Champions i temi più caldi

di Redazione ITASportPress

Ciccio Graziani, 65 anni all’anagrafe e tanti, tantissimi gol con le maglie di Roma, Fiorentina e Torino. In questo turno di campionato il suo Toro affronterà l’Inter, ma ci sarà anche lo scontro diretto tra giallorossi e viola e il suo cuore è diviso e non sa dare una preferenza

TRE AMORI – Roma, Fiorentina e Torino, per Graziani tre sentimenti fortissimi ognuno speciale a modo suo. “A Firenze ho passato un periodo speciale della mia carriera. Sono cresciuto ad Arezzo e vivevo in una piazza che mi piaceva e mi faceva stare bene, furono anni bellissimi”. Poi il passaggio alla Roma e oggi lo scontro diretto tra i giallorossi e la Fiorentina: “Per chi tifo? Immaginate di mettermi davanti tre figli, il terzo si chiama Torino. A chi vuoi più bene?”. Un amore incalcolabile per le tre squadre che hanno fatto parte della sua vita. Ciccio Graziani non può scegliere e opta per un commento neutrale: “Che vinca il migliore”.

GIOVANI E FUTURO – Partendo dai risultati in Champions di Juve e Roma, Graziani parla del momento negativo del calcio italiano e dei giovani che vorrebbero e potrebbero fare il loro ingresso nel calcio che conta ma che sono ostacolati dal sistema: “Il flop di Roma e Juve è l’amara conseguenza del momento no del calcio italiano. Siamo in crisi è vero ma il problema sono le scuole calcio che allenano la corsa, il fisico e la velocità mettendo in secondo piano il talento. Altrimenti non si spiega per quale motivo l’unico giocatore fantasioso che ci è rimasto, Insigne, non trova spazio in Nazionale”. Dunque un pensiero su un altro giovane che spesso è stato paragonato proprio al Graziani calciatore: Andrea Belotti. “Uno che mi somiglia c’è”, spiega Graziani, “Il Gallo Belotti. Interpreta la partita come facevo io, spesso si sacrifica e rincorre gli avversari”.

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