Clamoroso in Romania: allenatore accusato di volere la promozione costretto alle dimissioni

Le parole dell’allenatore dell’SCM Zalău

di Redazione ITASportPress

Nel calcio il risultato finale è tutto ciò che conta, o quasi. Certo, non è questo il momento di riaprire il sempreverde dibattito tra “risultatisti” e “giochisti” ma la verità è che il lavoro di un allenatore, spesso, viene giudicato in base alla posizione in classifica della squadra, più che dal gioco espresso sul rettangolo verde. Beh, nella Lega 3 rumena – il corrispettivo della Serie C italiana – è accaduto l’esatto contrario.

Lo scenario è quello di Zalău, entroterra della Romania, quasi al confine con l’Ungheria. La squadra locale, l’SCM Zalău, partecipa alla Lega 3 con ottimi risultati, tanto da essere in vetta alla classifica, con un punto di vantaggio sul Baia Mare. I risultati, però, in questo caso non sono serviti a impedire un cambio in panchina. A spiegarne i motivi è stato lo stesso ex tecnico della squadra, Marius Paşca.

Paşca: “Accusato di volere la promozione”

Queste le parole di Marius Paşca, riportate da liga2.prosport.ro: “Sono giunto alla conclusione che per me, per la mia famiglia e, ultimo ma non meno importante, per la squadra, è meglio interrompere la collaborazione con l’SCM Zalău. Ad alcuni può sembrare strano, soprattutto per quanto riguarda la posizione che occupa la squadra, ma nel tempo sono successe alcune cose che mi hanno portato a prendere questa decisione. C’è stata una mancanza di comunicazione con la direzione amministrativa. Non puoi essere un leader e non venire nemmeno una volta negli spogliatoi per congratularti con la squadra quando è prima. A mio parere, non esiste una cosa del genere. Sono stanco per quello che ho sentito. Se fossi stato all’ultimo posto, avrei capito perfettamente, ma qualunque fosse il problema, la colpa era sempre dell’allenatore. C’è uno stato di saturazione, e se anche adesso che siamo al primo posto non va bene, allora è meglio che me ne vada“.

Per qualsiasi squadra la locomotiva deve essere la società e intervenire nei momenti difficili, ma purtroppo per noi era esattamente il contrario, la locomotiva era la squadra. Sono stato accusato di aver detto che avrei voluto raggiungere la promozione, ma se tu come leader fai una simile dichiarazione, questa significa squalificarci. Come posso non voler essere promosso come allenatore?“.

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