Donadoni: “Potevo tornare come ct dopo Ventura. Scudetto? L’Inter ce l’ha in mano…”

Parla il mister

di Redazione ITASportPress
Donadoni

Intervenuto sul canale Twitch di Calciomercato.com, l’ex ct della Nazionale Roberto Donadoni si è raccontato a 360°. Dal passato alla guida dell’Italia, fino a quella attuale guidata da Roberto Mancini, per arrivare poi alle esperienze sulle panchine dei club di Serie A e non solo.

Donadoni e la Nazionale

Donadoni
Donadoni Getty Images

“Bisogna essere ottimisti, il cammino fatto fin qui da Mancini parla da solo. Vero è che non si sono ancora affrontate grandissime avversarie. Mi piace l’idea che si stia costruendo una Nazionale basata sui giovani, di prospettiva. Spesso si dice che prima di arrivare in Nazionale bisogna fare esperienza… macché esperienza, l’esperienza si fa giocando! Bisogna essere ottimisti, ma anche cauti: nelle competizioni importanti, le cose cambiano”, ha detto Donadoni sulla squadra del Mancio.

Sulla sua esperienza: “Non vivo di rimpianti, il calcio è fatto di queste cose, bisogna saperle accettare. Quando in carriera mi è capitato di vincere, ciò che contava era il domani. Ho ragionato allo stesso modo davanti alle sconfitte. Quando ero commissario tecnico era un momento particolare, si arrivava da un Mondiale vinto, fare meglio era praticamente impossibile. Era una situazione complicata a livello federale, con il commissariamento, ma sono soddisfatto di quanto fatto. Spagna-Italia? Vincere ai calci di rigore sarebbe stata un’ulteriore soddisfazione, ma sono cose che fanno parte del lavoro, bisogna saper guardare avanti e imparare”.

Sulla possibilità di un ritorno: “Tavecchio ha detto la verità. Richiamarmi e offrirmi quest’opportunità fu molto bello, ma io avevo preso un impegno al Bologna di allora, non volevo venire meno a una parola data. Sarebbe potuta essere una rivincita, lo ringrazio ancora oggi perché fu molto corretto”.

In Cina

Donadoni

Dalla Nazionale ai club con la recente esperienza in Cina. “Da calciatore feci un’esperienza negli Stati Uniti e poi in Arabia Saudita. Da allenatore l’ho fatta in Cina e sono stato contento di averla fatta, anche se non ha avuto un seguito per vari motivi. A livello calcistico è un momento complicato, hanno ridimensionato molto: hanno potenzialità incredibile, ma manca un po’ di professionalità e capacità a livello dirigenziale nel saper gestire tutta l’organizzazione. Hanno bisogno di affidarsi a persone esterne, fanno ancora fatica a programmare dalle basi e dai ragazzi. Se si vuol far crescere un movimento non si può non percorrere quella strada”.

Serie A e futuro

Roberto Donadoni
Donadoni (getty images)

Sullo scudetto: “Lotta già conclusa? No, anche se l’Inter ce l’ha in mano. Faranno tutti gli scongiuri, ma penso che l’Inter abbia una rosa che le dà estremo vantaggio. Le altre dovranno fare qualcosa di straordinario per impedire a Conte di arrivare fino in fondo”.

Sulle svariate ipotesi alla guida di un club: “Milan? Galliani non mi ha mai contattato. Mi era successo per sostituire Giampaolo ma er in Cina e dire arrivederci sarebbe stato poco serio”. “Il Cagliari? Devo ringraziare il presidente Giulini, in più di una situazione è stata una persona estremamente corretta e brava. Poi le cose non si sono sviluppate per come avremmo voluto tutti: per il ricordo stupendo che ho dell’ambiente, mi auguro che il Cagliari riesca a salvarsi. Penso abbia una rosa superiore a ciò che dice oggi la classifica, ma capitano annate complicate”.

Un pensiero anche al futuro: “Monza? Mi sembra che Berlusconi e Galliani stiano cercando di percorrere una strada che, per una realtà come Monza, è sempre stata difficile. Se conquistassero la Serie A sarebbe l’ennesima impresa sportiva di questo gruppo. Non si esclude mai nulla, vedremo. Quello che bisogna fare è cercare di essere aggiornati e crescere. Il calcio, come la vita, non si ferma mai: se vogliamo stare al passo con gli altri dobbiamo aggiornarci. Se capiterà l’opportunità buona in Italia sarò felice di coglierla, così come all’estero. Se ci sono ragionamenti seri e validi, sono felice”.

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