Figc, Gravina: “Serie A a 20 squadre e una Serie C a 60 reggono solo se…”

Il numero uno della Federcalcio dice la sua sulla sostenibilità del sistema

di Redazione ITASportPress
Gravina

Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, racconta ai microfoni di Fanpage.it la sua visione dell’immediato futuro del calcio: dal ritorno dei tifosi allo stadio, in ottica di Euro 2020, ai temi caldi dei nuovi format, il controllo delle plusvalenze e l’idea di Super Champions per contrastare i piani di Superlega.

“L’Italia ha una Nazionale di cui essere fieri, ma soprattutto una Nazionale che ha riconsegnato un grande entusiasmo ai nostri tifosi”, racconta Gabriele Gravina a Fanpage.it e sugli Europei, con Italia-Turchia a Roma il 12 giugno, spiega “La speranza è che possa esserci una partecipazione almeno in termini di proporzione. L’auspicio ideale potrebbe essere arrivare al 30% della capienza”, in particolare, sulla possibilità di riaprire partendo dai vaccinati, il presidente della Federcalcio dice “Sì, assolverebbe due funzioni: quella di vedere tifosi all’interno dei nostri stadi e sarebbe un messaggio positivo. Vorrebbe dire che il vaccino va fatto: bisogna farlo e incentivarlo”.

“La sostenibilità richiede idee, progetti. Saper coniugare le risorse che si hanno a disposizione con un nuovo format, nuove competizioni sportive – spiega Gravina -. Il player trading, o le plusvalenze artatamente costruite, sono sicuramente perseguibili, ma noi abbiamo una grande difficoltà nell’individuarle. Adotteremo degli accorgimenti che possano consentire agli organismi di controllo e di vigilanza di scoprire e perseguire chi non è in linea con il rispetto delle regole”. Mentre sulla sostenibilità del sistema di una Serie A a 20 squadre e una Serie C a 60, aggiunge “Reggono se puntano sulla qualità del sistema. Noi dobbiamo puntare alla qualità del nostro mondo, della classe dirigente, delle società che possono sostenere un impegno finanziario importante. Sotto questo profilo la Federcalcio deve attivare tutti i meccanismi di supporto per tornare al concetto di sostenibilità, reale e non fittizia”.

Infine, sulla prospettiva di una Superlega, il presidente della Federcalcio racconta “Oggi è molto concreta l’idea, da parte di tanti, di puntare oltre i nostri confini, pensando di ritrovare fuori un maggiore valore competitivo e quindi un maggiore appeal del prodotto. Una Superlega significherebbe distruggere il prodotto nazionale. Si sta studiando la Super Champions, su cui sta lavorando la Uefa: spero possa essere un muro che freni nel più breve tempo possibile le aspettative di una Superlega, che ritengo oggi poco realizzabili”.

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