Genoa, Laxalt raccontato dal papà: “Il mio Diego corre come una Ferrari”

Il padre dell’esterno uruguaiano del Genoa fa il meccanico a Montevideo: “Diego va pazzo per le auto”

di Redazione ITASportPress

Toccategli tutto, ma non la sua Bmw. Sulla carta, Diego Laxalt può sembrare un calciatore qualunque: look originale e passione per le auto. Mai fidarsi delle apparenze, però, perché poi si scopre che si tratta di due semplici vezzi ereditati nientemeno che dal papà.

Il Secolo XIX è andato a trovare Gustavo Laxalt nel suo luogo di lavoro, la LSS Mécanica di Montevideo, l’officina dove l’esterno del Genoa si guadagna da vivere ogni giorno: “I rollos (le treccine, ndr) le avevo anche io, ma adesso non più… Conta solo invecchiare bene” ha detto Laxalt senior.

Ma conta anche farlo essendo orgogliosi del proprio figlio al quale è stato trasmesso un pallino molto particolare: “Ogni volta che viene qui si coccola la sua Bmw 2002 TI. È una serie degli anni ’70, mio figlio va matto per le auto personalizzate. Io e sua madre gliela regalammo per il 18° compleanno e non sa resistervi”.

Del resto c’è scritto tutto sui profili social, che per un giovane rappresentano una vera e propria carta d’identità. E Diego non fa eccezione: “Football player e lover of low cars”. Calciatore e amante delle auto customizzate e ribassate. In rigoroso ordine d’importanza, perché in campo il ragazzo non pensa alle auto. Al massimo, corre quanto loro… Ecco l’orgoglio di papà Gustavo: “Da piccolo quando faceva arrabbiare la mamma lo inseguiva per casa e lui correva rapidissimo… Quel che adoro di lui è la sua umiltà: ha qualità, ma gioca sempre per la squadra e dà tutto. Il fatto che possa giocare un Mondiale con l’Uruguay è un’emozione incredibile”.

Al punto che un paio di metafore ci scappano, parlando pure del Genoa, che Gustavo Laxalt segue con competenza…: “Come motore Diego mi ricorda una Porsche o una Ferrari… Guardo sempre le partite della squadra, stravedo per Perin che para tutto e ha tanta personalità e poi sono stato a Genova, mi incanta e mi ricorda i nostri posti. Adesso il Genoa è un gruppo solido, manca solo l’ultimo passaggio per andare in porta. Del resto una squadra per avere prestazioni elevate è come un’auto, ogni parte deve funzionare a dovere”.

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