Gomez non ci sta: “Non si può pensare al calcio. Come faremo a riprendere a giocare?”

Gomez non ci sta: “Non si può pensare al calcio. Come faremo a riprendere a giocare?”

L’attaccante dell’Atalanta e il periodo di coronavirus

di Redazione ITASportPress

L’emergenza coronavirus ha stravolto la routine di tutta l’Italia. Anche il mondo del calcio ne ha risentito con lo stop di tutti i tornei e degli allenamenti delle varie squadre. A parlare del difficilissimo momento è stato Alejandro Papu Gomez, capitano e attaccante dell’Atalanta, ai microfoni di Sky.

MORALE – “Il mio stato d’animo? Non è il top, la situazione del Paese non è la migliore e uno cerca di essere positivo, ma ogni giorno ci sono notizie brutte. Quando si alza e legge le notizie gli rimane del rammarico. Non si può fare altro che rimanere a casa, essere positivi e sperare che tutto questo possa finire presto”. L’Atalanta, squadra di Bergamo, vive il momento con particolare enfasi e il Papu lo sottolinea: “Negli ultimi quattro anni tutti insieme abbiamo reso felice una città intera e siamo consapevoli di questo. Quello che stiamo vivendo è qualcosa di terribile che ancora non riesco a capire, non riguarda solo Bergamo ma tutta la Lombardia e tutta Italia, siamo il paese con più contagiati. Tutto questo è strano, perché in questo periodo uno dovrebbe essere molto felice, orgoglioso di quello che sta facendo con la squadra, ma adesso dobbiamo guardare ad altro e pensare alle nostre famiglie e a quelle che stanno soffrendo. È un periodo un po’ anomalo”.

CALCIO – “Se penso al ritorno in campo? In questo momento faccio fatica a pensarci, cerco di tenermi in forma e allenarmi un po’ ogni giorno, un’oretta o due. Provo a mettere la testa un po’ lì, anche se è difficile. Uno guarda le notizie tutto il tempo. È difficile pensare al calcio, in questo momento è l’ultima cosa che mi interessa. Non so se tornerà, se torneremo a giocare d’estate o tra qualche mese, sinceramente il Paese si deve mettere a posto, sarà molto difficile tornare a giocare di nuovo. Sarà come prima a porte chiuse, ma comunque devi fare le trasferte, prendere i voli, spostarti in pullman, andare negli alberghi: come fai a tornare a giocare? Questa è una grande domanda che mi faccio”.

A CASA – “La mia giornata tipo? Comincia verso le 9, adesso stiamo anche dormendo un po’ di più dato che non ci sono le scuole, solo Bauti si sveglia alle 8 perché deve fare la scuola online. Io mi sveglio un’ora dopo e faccio colazione, guardo le notizie, sto con Linda qua a casa. Poi dipende se c’è il sole se fa caldo o freddo, posso uscire sul terrazzo a giocare un po’ coi bambini, poi facciamo merenda, faccio un’ora o due di allenamento, con Linda, da solo o coi bambini, ci mettiamo a giocare insieme o guardiamo qualche film. L’importante, stando tanto tempo dentro casa, è non litigare”.

MESSAGGIO – “Qualche parola a Bergamo e alle persone? Voglio inviare un saluto a tutti i bergamaschi, sto con loro per qualsiasi cosa abbiano bisogno. In questo periodo brutto mi sento di dire che dobbiamo essere positivi. Voglio mandare anche un grande saluto a tutti i medici e gli infermieri che stanno lottando contro questo virus. I bergamaschi sono gente tosta che non s’arrende facilmente, questo mi rassicura e sicuramente questo periodo passerà per tutti. Forza, continuate così e grazie a voi ne usciremo sicuramente”.

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