Gomez: “Simeone motivatore e maestro. Atalanta sorpresa dell’Europa League”

Gomez: “Simeone motivatore e maestro. Atalanta sorpresa dell’Europa League”

Il “Papu” si racconta tra presente e passato a Uefa.com

di Redazione ITASportPress

Alejandro “Papu” Gomez che si racconta tra presente e passato a Uefa.com; ecco quanto dichiarato dal capitano dell’Atalanta: “Gioco in una squadra storica del calcio italiano. E’ una delle ‘big’ di provincia che ha disputato più campionati in Serie A. E’ un club molto importante. I tifosi sono molto passionali, seguono la squadra ovunque e questo è un grande vantaggio per noi. Il ritorno in Europa è stato un traguardo storico, questo gruppo e quello dell’anno scorso rimarranno per sempre nella storia. Sono felicissimo per la città che dopo 26 anni è tornata a giocare una competizione europea. C’era un po’ di scetticismo dopo il sorteggio del girone, ma con il nostro gioco siamo riusciti a fare grandi cose. Eravamo una squadra poco conosciuta che attua un calcio diverso a quello espresso in Italia. Possiamo essere una sorpresa nel torneo. Ci sono tre generazioni che ci seguono allo stadio e che sono molto entusiaste e orgogliose di noi. Capitano? E’ una grande responsabilità guidare ragazzi più giovani. E’ il mio secondo anno da capitano, una responsabilità che ho accettato con impegno e orgoglio. Mi piace perché mi fa sentire importante”.

MODELLI – “Da ragazzo ammiravo molto Aimar, un giocatore con caratteristiche simili alle mie: trequartista, non tanto alto e rapido. Altri due grandi giocatori che mi hanno ispirato sono stati Riquelme e Del Piero. Ricordo anche il grandissimo Parma che vinse nel 1998/99 la Coppa UEFA: c’erano tanti argentini come Veron, Almeyda, Sensini, Balbo, Crespo senza dimenticare campioni come Cannavaro e Buffon”.

SIMEONE – “E’ un grandissimo motivatore, un allenatore di altissima qualità. Mi ha allenato al San Lorenzo e anche a Catania per sei mesi. Ho imparato tantissimo da lui soprattutto durante il mio periodo in Argentina. Mi faceva giocare in un ruolo che non era per me naturale e mi diceva che quando sarei andato in Europa mi avrebbero posizionato proprio lì, come esterno d’attacco. Mi ha insegnato questo ruolo”.

GASPERINI – “E’ un tecnico importante per me e per la mia carriera. Ha modificato un po’ la mia posizione in campo: ho sempre interpretato il ruolo di esterno d’attacco, difendendo e attaccando lungo tutta la fascia. Da quando c’è lui, con questo sistema di gioco, riesco a farmi trovare più vicino alla porta, per questo riesco a segnare di più e fare più assist. Anche a livello umano c’è grande intesa e un ottimo rapporto con lui”.

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