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Gullit: “Il Chelsea mi ha pugnalato alle spalle. Dicevano fossi festaiolo e invece pensavo a mia madre…”

Gullit (getty images)

Parla l'ex giocatore e allenatore olandese in riferimento all'esonero dal club di Londra

Redazione ITASportPress

Ruud Gullit ricorda il suo addio al Chelsea. 23 anni dopo l'esonero del 1998, l'ex allenatore nonché ex giocatore, ha raccontato quanto accadde in quel di Londra affermando di aver sofferto per quello che era stato detto nei suoi confronti. Parlando a beIN Sports, l'olandese si è lasciato andare a 360°.

Gullit: "Pugnalato dal Chelsea perché..."

 Gullit (Getty Images)

Dopo un primo anno da mediano e difensore centrale, all’olandese fu proposto di ricoprire il doppio ruolo di allenatore-giocatore in sostituzione dell’allora tecnico Glenn Hoddle, prossimo alla guida della Nazionale inglese. Gullit accettò e dopo i primi successi come la conquista della FA Cup e il secondo posto in Premier League, qualcosa cambiò all'improvviso. La dirigenza del Chelsea decise di esonerarlo: era febbraio del '98. "Mia madre era malata, aveva un cancro al seno. Sono andato molte volte in Olanda per stare con lei", ha spiegato l'olandese. "Quando vedi tua madre in ospedale, con il cancro, sei triste e depresso. È stata una brutta esperienza, per me ma penso che chiunque. Davvero deprimente. Ho trascorso molto tempo con lei. Quando il Chelsea mi licenziò disse che ero ad Amsterdam per fare feste. Ma non era così. In quel momento non comprendevo. Era come se mi avessero pugnalato alla schiena. Tutto molto incredibile. Rimasi decisamente sorpreso".

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