Ibrahimovic accusa: “In Svezia c’è razzismo, se mi chiamassi Andersson o Svensson…”

L’attaccante del Manchester United spiega la scelta di lasciare la Nazionale

di Redazione ITASportPress

La stagione di Zlatan Ibrahimovic, iniziata in ritardo a causa dei postumi del grave infortunio al ginocchio subito in primavera, è proseguita con un nuovo stop di un mese, subito a dicembre, per altri problemi legati allo stesso ginocchio.

Una stagione che non si concluderà con la partecipazione al Mondiale, che la Svezia ha guadagnato ai danni dell’Italia, perché Zlatan ha detto addio alla maglia gialloblù dopo l’Europeo 2016.

A svelarne i motivi è stato lo stesso giocatore, in un’intervista a Canal+: “In Svezia c’è un razzismo latente e i media invece di difendermi mi attaccano perché non riescono ad accettare che io sia Ibrahimovic. Se un altro giocatore commettesse un mio stesso errore, lo difenderebbero. Ma se succede a me, non lo fanno, perché non mi chiamo Andersson o Svensson. È una questione di razzismo, magari inconscio, ma sempre razzismo. Esiste, ne sono sicuro al 100%. Se fosse stato così mi avrebbero difeso anche se avessi rapinato una banca”.

Parole in pieno Ibra-style, ma anche accorate, cui segue la rivendicazione dei propri meriti sul campo: “Quello che ho fatto io per il calcio svedese non l’ha fatto nessun altro. Il Pallone d’oro svedese al massimo è stato vinto due volte dai più forti. Quanti ne ho io? Undici. Sono il migliore che ci sia qui”.

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  1. eriofe_297 - 3 anni fa

    Vivendo buona parte dell anno in Svezia, vi posso assicurare che qui stravedono per “ZLATAN”….anche le nonnine che non sanno se la palla e’ rotonda, sanno chi e’…al limite, non digeriscono l’ atteggiamento sbruffone…ma lo adorano…

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