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LA STORIA

Jorginho: “Volevo smettere di giocare ma poi mia madre…”

Jorginho (getty images)

Il centrocampista e gli inizi difficili di carriera

Redazione ITASportPress

C'è tanta umanità e tanta emozione nelle parole rilasciate da Jorginho al Daily Mail. Il centrocampista ex Napoli, ora al Chelsea, ha parlato della sua carriera soffermandosi su aspetti inediti e anche piuttosto forti che lo hanno segnato e che lo avevano portato anche a pensare di smettere con il pallone, seppur fosse solo all'inizio della sua avventura calcistica.

Il racconto di Jorginho

 Jorginho (getty images)

Tutto ha inizio con l'arrivo in Italia quando il Verona gli trova posto in un monastero in città. Jorginho racconta: "C'era un posto per i monaci e un altro per noi delle giovanili. Eravamo in sei in una stanza, ci siamo stati per un anno e mezzo, e ci pagavano 20 euro a settimana. I monaci ci trattavano molto bene ed erano sempre molto rispettosi nei nostri confronti. Si prendevano cura di noi e il cibo era eccellente. Dovevamo rientrare alle 23, ho bei ricordi di quel periodo".

Ma qualcosa di strano era dietro l'angolo: "Quando mi hanno chiamato in prima squadra, ho conosciuto un altro giovane brasiliano, Rafael, che faceva il portiere. Mi ha chiesto cosa facessi, da quanto tempo ero lì e gli ho raccontato che vivevo con 20 euro a settimana. E lui mi ha detto che non era giusto che fossi così lontano dalla mia famiglia in quella situazione e con così pochi soldi". Da qui il pensierio di lasciare tutto se non fosse poi stato per l'intervento della madre: "Per me col calcio era finita. Ho chiamato mia madre piangendo e le ho detto che volevo tornare a casa e volevo smettere di giocare", ha raccontato Jorginho.

"Le ho detto 'mamma, tu e papà mi avete sempre detto che la vita del calciatore è complicata e che avrei conosciuto gente cattiva di cui non mi posso fidare. Io sono un bravo ragazzo, non voglio vivere in questo mondo'. Volevo solo stare vicino ai miei amici perchè erano anni che ero lontano da casa e sentivo di non potermi fidare di nessuno". La risposta della madre, però, fu di quelle inattese. "Ma lei mi ha detto: 'Non torni a casa e se lo fai trovati un posto dove stare perchè a casa mia non ci entri. Ne hai passate così tante, hai mangiato lo stesso cibo per mesi e sei stato senza acqua calda e adesso vuoi smettere per i soldi? No. Ti stai allenando con la prima squadra e vuoi lasciare tutto? Non te lo permetterò'. Piangevo, e credo di essere rimasto così per un'ora almeno. Ma alla fine devo dire grazie a mamma e papà...".

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