La storia drammatica di Luca Checchin: “Ritirato dal calcio a causa dell’incompetenza, la superficialità e la malizia dei medici”

Sfogo social dell’ex giovanissimo calciatore

di Redazione ITASportPress
Luca Checchin

Grande amarezza e grande delusione da parte di Luca Checchin, giovane ormai ex calciatore, che vanta anche 4 presenze in Serie A con la maglia del Verona nella stagione 2015-16. A sli 23 anni, purtroppo, complici i problemi fisici al piede destro, il ragazzo ha dovuto dire addio al calcio giocato non senza polemiche.

Infatti, proprio i suoi guai sarebbero stati causati, a detta sua, “dall’incompetenza, la superficialità e la malizia dei medici”. Sui social, il suo sfogo che non lascia niente al caso.

La storia di Luca Checchin

Luca Checchin
Luca Checchin (Instagram)

“Una settimana fa ho deciso definitivamente di appendere le scarpe al chiodo. Una scelta alla quale ho riflettuto molto. Negli ultimi tre anni ero provato dal punto di vista fisico ma soprattutto mentale”, ha esordito Luca Checchin. “Era una continua sofferenza ma ho sempre rimandato perché ero molto bravo in quello che facevo e avevo l’ambizione di ritornare ad alti livelli. Solo adesso ho la consapevolezza di fare la cosa giusta. Prendo questa decisione a causa delle condizioni fisiche disastrose in cui versa il mio piede destro, che non solo non mi permettono più di essere competitivo ad alti livelli, ma non mi lascia svolgere attività sportive amatoriali senza dolore. Una brutta distorsione nel 2017 al termine di una buona stagione a 19 anni che mi stava rilanciando nel calcio in cui ho sempre amato giocare, a causa dell’incompetenza, la superficialità e la malizia di diverso personale medico e calcistico si è trasformato in un danno permanente“.

Accuse pesanti da parte del ragazzo che poi riflette e sfoga tutta la sua amarezza per come si è conclusa la sua troppo breve carriera: “In seguito a 3 interventi, senza più un tendine (tibiale posteriore) e la presenza di legamenti danneggiati irreversibilmente, con l’ausilio di un plantare riesco a camminare tranquillamente senza dolere, ma già la corsa mi è difficile, figuriamoci una carriera sportiva. Diversi sono i rimorsi che mi perseguitano, come quello di non essere riuscito ad esprimere il mio potenziale, ma al momento il più grande è sicuramente quello di aver giocato e di essermi allenato in queste condizioni mostrandomi agli occhi di tutti coloro che non conoscevano i fatti (spettatori, tifosi, nuovi compagni) un giocatore che non ha nulla a che vedere con il Luca pre-infortunio”.

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