Locatelli: “Pirlo da sempre mio idolo. De Zerbi? Mi ha cambiato la vita…”

Il centrocampista del Sassuolo si racconta

di Redazione ITASportPress
Locatelli

Manuel Locatelli si racconta e lo fa ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Il centrocampista del Sassuolo e della Nazionale ha parlato della sua crescita nelle ultime stagioni. Dagli inizi seguendo i propri idoli, fino al presente con lìevoluzione sotto la guida di Roberto De Zerbi.

Locatelli: “Pirlo idolo. De Zerbi mi ha cambiato la vita”

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Locatelli (getty images)

“Pirlo è sempre stato il mio idolo, avevo il suo poster appeso in camera”, ha raccontato Locatelli. “Avevo le immagini di tanti campioni, da Totti a Kakà. Ero ossessionato dalla passione per il calcio, seguivo ogni cosa e amavo i giocatori più forti: Del Piero, Maldini… Mi sono ispirato a Toni Kroos: ha l’eleganza e la fantasia dei grandi giocatori, è al Real Madrid da tanti anni, ha vinto tutto ma gioca sempre, ha una costanza impressionante. Un esempio”.

Dal passato al presente con il centrocampista sempre più centrale nel progetto Sassuolo e non solo: “”Avevo l’etichetta di essere incompiuto, che doveva sempre arrivare la definitiva consacrazione, che non ero completo. Purtroppo all’inizio ho vissuto tutto troppo velocemente, è successo tutto subito. Ci si attendeva che dimostrassi cose per le quali non ero ancora pronto. Ora invece, passo dopo passo, sto dimostrando di poter essere all’altezza delle aspettative e mi sono preso delle belle rivincite. Ci vogliono pazienza, umiltà, costanza e tanto lavoro per raggiungere grandi risultati”.

E in tal senso a giocare un ruolo chiave è stato mister De Zerbi: “De Zerbi mi ha cambiato la vita. Ora sono visto come un altro giocatore e come un’altra persona, migliore. Ho dovuto staccarmi di dosso l’etichetta che avevo e ci sono riuscito, grazie a lui. Lo ringrazierò sempre perché mi ha fatto rendere al meglio e maturare, in campo e fuori. Devo ancora crescere tanto, ne sono cosciente. Però la squadra ed io abbiamo raggiunto risultati importanti, insieme. E questo è, in primo luogo, merito suo”.

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