Mihajlovic: “Ibrahimovic si sarebbe divertito di più a Bologna. Sulla Juventus…”

Il tecnico rossoblù sulle vicende del calcio nostrano

di Redazione ITASportPress

Lunga intervista rilasciata da Sinisa Mihajlovic sulle colonne odierne di Sportweek. L’allenatore del Bologna ha parlato di svariati temi. Dalla malattia, fino al calcio con il campionato e le vicende del campo in primo piano. Anche in ottica mercato, il tecnico serbo ha voluto dire la sua, soprattutto sul tema Zlatan Ibrahimovic.

SCUDETTO – Spazio al campionato e alla lotta per il vertice: “Conte sta ottenendo il 120% dai suoi uomini, ma considero la Juve ancora la più forte anche se in questo momento non è più la Juve di Allegri e non è ancora quella di Sarri. La Lazio sta facendo cose enormi e ne sono contento. L’Atalanta è una piccola Juve, un esempio per tutte le squadre di medio livello”.

BOLOGNA – E sul suo Bologna: “Il nostro nono posto attuale è un grande risultato. Il merito è alla società, dello staff tecnico, della squadra. Io ho fatto poco… L’obiettivo è migliorare il decimo posto dello scorso anno”, ha detto Mihajlovic sul percorso del club in questa prima parte della stagione.

MALATTIA – Un pensiero anche ai problemi di salute e alla crescita personale dovuta alla malattia: “Ho scoperto una parte di me che non conoscevo: vivo tutto più intensamente. Mi godo ogni istante e ho imparato a contare fino a 6-7, prima di arrabbiarmi, so che posso arrivare a 8… A 10 non chiedetemelo, non è roba per un uomo come me”.

MERCATO – Infine, una battuta sul mercato e sull’arrivo di Ibrahimovic al Milan. Lo svedese era stato accostato anche al Bologna, proprio per l’amicizia tra lui e il tecnico rossoblù: “Se mi dispiace che non si arrivato? Sì, perché penso che qui si sarebbe divertito di più. La squadra avrebbe giocato al suo servizio. Ma non ho nulla da rimproverargli. Mi aveva detto che se avesse scelto Bologna lo avrebbe fatto per me. Ma poi contano anche le scelte familiari e altre componenti. Ibra mi ha chiamato prima di decidere, è stato di parola e resta un caro amico. Vorrà dire che mi toccherà batterlo sul campo…”.

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