Mihajlovic racconta la malattia: “Non sono un eroe. Mi facevo forza ma ho pianto e chiesto aiuto”

“Cerchi di reagire. Ognuno lo fa a suo modo”

di Redazione ITASportPress

Esce in queste ore il libro di Sinisa Mihajlovic intitolato “La partita della vita”, disponibile in libreria e in edicola. Un racconto a 360° dell’ex calciatore e ora allenatore, ma soprattutto dell’uomo fragile che si nasconde dietro un carattere forte e un’apparenza da vero guerriero. Il tecnico del Bologna ha parlato, chiaramente, anche della malattia che lo ha colpito e in occasione della pubblicazione dell’opera ha rilasciato un’interessante intervista al Corriere della Sera.

Il racconto di Mihajlovic

Mihajlovic
Mihajlovic (Getty Images)

Parte subito dalla malattina Mihajlovic e la affronta in questo modo: “Ammalarsi non è una colpa, succede e basta. Ti cade il mondo addosso. Cerchi di reagire. Ognuno lo fa a suo modo. La verità è che non sono un eroe, e neppure Superman. Sono uno che quando parlava così, si faceva coraggio. Perché aveva paura, e piangeva, e si chiedeva perché, e implorava aiuto a Dio, come tutti. Pensavo solo a darmi forza nell’unico modo che conosco. Combatti, non mollare mai”.

E ancora: “Adesso mi godo ogni momento, prima non lo facevo e davo tutto per scontato. La malattia mi ha reso un uomo migliore. Chi è oggi Mihajlovic? Un uomo che cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno. Gli applausi e l’affetto mi hanno aiutato molto. Al Sant’Orsola mi avevano dato questa falsa identità, Cgikjltfr Drnovsk uomo senza fissa dimora. Lo trovavo ironico, proprio a me che in ogni stadio ero accolto dal coro di zingaro di m…”.

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