Milan, Mirabelli: “Non rinnego la campagna acquisti. Donnarumma? Se vorrà andare via…”

Il direttore sportivo rossonero chiude il mercato invernale e difende le scelte estive

di Redazione ITASportPress

E dopo l’estate del super lavoro, venne l’inverno del riposo. E della riflessione.

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Massimiliano Mirabelli ha parlato, poco, del gennaio del Milan, e tanto dei caldi mesi della rivoluzione, al momento non riuscita: “In entrata non faremo nulla, lo dico come informazione ufficiale. In uscita qualche movimento ci potrebbe essere, ma cose piccole. Ci manca un vice Kessié? La soluzione l’abbiamo in casa e si chiama Montolivo, dobbiamo valorizzare la rosa già esistente: del resto, dopo averne acquistati undici, siamo sicuri che prenderne un dodicesimo sarebbe la scelta giusta?”

E allora, avanti con le riflessioni sul luglio e agosto da leoni…: “Ritengo che tutti i giocatori che abbiamo acquistato siano validi, che formino un gruppo solido e ci diano tranquillità per il futuro. Non tutti stanno rendendo come ci aspettavamo, ma a livello patrimoniale non esiste alcun flop. Ci si dimentica poi spesso dei contratti che abbiamo rinnovato, come quelli di Donnarumma, Suso, Cutrone, Calabria e Plizzari”.

Impossibile allora non parlare di Gigio, senza però nominare Raiola…: “Ha rinnovato con grande gioia e ha sempre espresso la volontà di restare al Milan. Noi saremmo felicissimi se finisse la carriera qui, ma nel momento in cui non avesse più desiderio di restare, cosa che non ci risulta, ne favoriremmo l’uscita. Controvoglia non resta nessuno”.

E controvoglia è arrivato pure l’esonero di Montella: “Abbiamo condiviso tutto, a partire da una campagna acquisti così aggressiva, tant’è vero che ho conservato i messaggi entusiasti che mi mandava, per esempio, durante la trattativa Bonucci. Gattuso? Avevamo bisogno di dare un segnale forte ai giovani in termini di Dna milanista, di lavorare duro. Quella di Rino non è stata una soluzione di ripiego, me ne assumo le responsabilità e sono felice di come sta lavorando. Ho trovato uno che lavora più di me, ce lo diciamo anche in dialetto calabrese: ‘Mi stai esaurendo’…”.

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