Milan, Montolivo: “Con Gattuso ci alleniamo di più. Montella? Può migliorare nell’empatia…”

L’ex capitano rossonero parla della prima parte di stagione della squadra: “Non eravamo preparati a tutte queste difficoltà”

di Redazione ITASportPress

Oggi Riccardo Montolivo non è più il capitano del Milan, ma è un giocatore del Milan come gli altri, fischiato se sbaglia partita, applaudito se gioca bene. Quella che dovrebbe essere la normalità l’ex centrocampista della Fiorentina l’aveva persa prima di questa stagione, quella della Grande Illusione per il popolo rossonero, ma della rivincita per il numero 18 che, ceduta (non per volontà propria…) la fascia a Bonucci ha risalito la china dopo il cambio di guida tecnica da Montella a Gattuso, fino a far cambiare idea a San Siro.

Mica facile, come ammesso tra le righe da Montolivo intervistato da Il Corriere della Sera: “Ho cominciato la stagione ancora da infortunato, poi sono stato diverse partite senza giocare: il momento di difficoltà mi ha fatto crescere, ho dovuto lavorare su me stesso, senza cercare alibi. La fascia? La società voleva identificare il capitano con un nuovo acquisto, per dare un’immagine nuova. Con Bonucci abbiamo un rapporto molto sincero: abbiamo avuto dei chiarimenti, ma nessun problema. Non avere più la fascia abbia levato dei pregiudizi nei miei confronti, sono stato visto con occhi diversi”.

Qualche problema in più Montolivo l’ha avuto con Montella. E Riccardo non nega nulla: “Il suo pensiero è che senza fascia ho giocato meglio, lo rispetto, ma non lo condivido. Montella è un allenatore molto preparato, ma credo possa migliorare sotto l’aspetto dell’empatia con i giocatori. Con Gattuso siamo tornati alla difesa a quattro, tornare alla tre dopo un’estate passata a lavorare sull’altro sistema difensivo ci ha fatto perdere fiducia e tempo. Oltre che aver aumentato l’intensità e la durata degli allenamenti, Gattuso ha portato passione, serietà e cura dei dettagli. E l’equilibrio: dopo una vittoria o una sconfitta il suo atteggiamento non cambia, che poi era la miglior qualità di Allegri”.

Tutto chiaro. Meno semplice è capire cosa sia successo al Milan dopo il sogno estivo post-mercato: “La verità è che non eravamo pronti alle difficoltà che si sono presentate. Tutti stiamo rendendo meno di quello che possiamo, senza distinzioni tra vecchi e giovani, perché prima la smettiamo di ragionare in questi termini meglio è per tutti. Ma ci tengo a dire che lo spogliatoio è stato unito e sano fin da subito perché è composto da persone perbene”.

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