Moggi: “Juventus, festa da McKennie mancanza di sensibilità. Io trovai Trezeguet in discoteca e…”

Parla l’ex dirigente bianconero

di Redazione ITASportPress
Moggi

Aneddoti e riflessioni tra passato e presente da parte dell’ex dirigente della Juventus Luciano Moggi che ai microfoni di Tuttosport ha parlato della Vecchia Signora e dei temi d’attualità anche in vista del derby della Mole contro il Torino di questa sera.

Moggi e il presente juventino

(Getty Images)

“La cena dei calciatori bianconeri? Ah ah ah! Ma si può farsi sgamare dai vicini di casa?”, ha esordito Moggi. “A parte tutto, è una cosa serissima, perché con il Covid non si scherza. Quello che mi dà più fastidio è che i giocatori hanno violato le regole della pandemia. In giro si vedono già troppi comportamenti irresponsabili, se poi ci si mettono pure i calciatori a dare il cattivo esempio. E poi c’è la mancanza di sensibilità sul momento della squadra”.

Sul derby contro il Torino: “Mi aspetto una bella reazione con la voglia di dimostrare che non si è degli imbecilli, ma oggi il derby è duro. Non so chi vince, ma se la Juventus pensa di essere favorita e che sia una gara facile va a sbattere. Il Toro giocherà una partita disperata e la Juve deve essere pronta se vuole vincere. Il Torino non è una brutta squadra, anzi. Mi piace molto Belotti, per me è molto forte, l’errore grave è farlo stancare così tanto. Deve giocare ovunque, logico poi che ogni tanto non sia lucido sotto porta. Eppure i gol li fa. Il Toro è indecifrabile, per me è una squadra che merita molto di più della lotta per non retrocedere. E che purtroppo deve stare attenta, perché non sono giocatori abituati a quel tipo di finale di campionato, quindi se perde con la Juve si inguaia”.

Un pensiero anche ai tifosi della Juventus molto arrabbiati per la stagione deludente: “Devono calmarsi un poco. Li conosco… Quando la squadra non vince hanno un’acredine terrificante. Può devono capire che ci sono anche gli avversari e a volte capitano che vincano gli altri. Hanno vinto nove scudetti di fila! Ci vuole pazienza”.

Retroscena su Trezeguet e Camoranesi

Trezeguet
Trezeguet (getty images)

Dal presente al passato, con un aneddoto anche simpatico su Trezeguet, storico attaccante bianconero: “Ai miei tempi alla Juve c’era l’Hollywood di Milano, era la discoteca dove andavano sempre la domenica sera dopo la partita. Io avevo messo la regola: con la settimana libera si può, se mercoledì c’è la Coppa allora niente Milano. Tutti la seguivano, tranne Trezeguet. Me lo segnalano una volta, due volte… alla terza finita la partita, mentre lui è ancora sotto la doccia, schizzo a Milano e vado all’Hollywood ad aspettarlo. Trezeguet era un paraculo fenomenale, quando mi ha visto mi ha sorriso come se niente fosse. Gli ho detto: ‘guarda che fortuna David, ci sono anche io, così ti accompagno a casa. Andiamo?’ E lui mi ha detto: ‘subito direttore con piacere!’. Non si è neanche tolto il cappotto e siamo tornati a Torino. Multa? Sì. Ma meno salata di quella che si beccò Camoranesi quando non venne in ritiro: 200mila euro! Così prendevo due piccioni con una fava: Giraudo era contento per il bilancio e io tenevo la disciplina nello spogliatoio!”.

“Non si può controllare tutto, ma il buon direttore sportivo deve dare l’impressione di controllare tutto. Le cene, le serate fuori, gli sgarri sono sempre esistiti in tutte le squadre. La differenza la fa sempre il campo, come dicevo sempre a Montero. Quando arrivò mi disse: ‘Direttore, lei deve sapere che per me la notte è come il giorno’. E io gli dissi: ‘E tu devi sapere che per me notte e giorno non contano, vale quello che fai in campo sia con il sole che con i riflettori. Lì ti giudicherò e valuterò se sei da Juve’. Poi lo facevo controllare, logicamente”.

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