Altafini all’attacco: “Zamparini ha fatto terra bruciata e De Laurentiis non capisce niente di calcio”

“Il calcio lo amo e lo guardo in televisione, come un film, perché quel mondo non lo riconosco più come autentico”

di Redazione ITASportPress

Napoli e Juventus si affronteranno sia in Serie A che in Tim Cup e, in vista di questa doppia sfida, ilbianconero.com ha intervistato José Altafini, che in passato ha sia vestito la maglia azzurra che quella bianconera; ecco il pensiero dell’ex attaccante brasiliano naturalizzato italiano che va oltre il campo:“E’ tantissimo tempo che non metto piede dentro uno stadio. Il calcio lo amo e lo guardo in televisione, come un film, perché quel mondo non lo riconosco più come autentico. Il pubblico e i calciatori non hanno alcuna responsabilità per come è stato ridotto l’ambiente del pallone. Il disastro lo hanno fatto i presidenti delle società. Non tutti, naturalmente, ma la maggioranza la quale poi ciascuno è stato costretto a seguire per sopravvivere. Gente come Zamparini, per esempio, che si è arricchito lasciando terra bruciata alle sue spalle. Oppure, per arrivare più in alto e all’attualità più stretta, Aurelio De Laurentiis è il padre-padrone di un Napoli prosciugato del settore giovanile, amministrato come una macchina da guerra spesso in modo antisportivo da un presidente che di calcio non capisce niente e che trova il modo di mettere in difficoltà un allenatore bravo come Sarri. Povero Napoli, ma soprattutto povera Napoli intesa come città e come comunità di tifosi i quali per troppo amore si lasciano strumentalizzare. Una vergogna. Il disastro ormai è stato fatto con quelle dichiarazioni di De Laurentiis che ogni persona di buon senso dovrebbe censurare. Mi auguro che il pubblico napoletano possa essere più intelligente del loro presidente anche se qualche testa calda in giro, alla fine, c’è sempre. Se fossi il responsabile dell’ordine pubblico nazionale stabilirei di far giocare le due partite a Roma o comunque in una città neutrale. A pagare il prezzo, naturalmente, sarebbero i napoletani e non sarebbe giusto. Ma, come si dice, prevenire è meglio che dover poi piangere. In passato mai sarebbe accaduta una cosa del genere. Il popolo dello stadio era formato da brava gente e i presidenti erano dei signori. Ricordo che alla festa per lo scudetto del mio Milan parteciparono, come invitati, anche Moratti con i figli e i capi della tifoseria interista. Fu una serata bellissima”.

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