Qualificazioni Euro 2023

L’Italia U21 batte anche la Bosnia e viaggia a punteggio pieno

(Getty Images)

Gli Azzurrini sbloccano il risultato al 19’ con Okoli e raddoppiano al 27’ grazie alla rete realizzata dall’esordiente Vignato. Nella ripresa il gol di Barisic. Martedì a Monza lo scontro diretto con la Svezia

Redazione ITASportPress

La marcia dell’Under 21 verso Euro 2023 prosegue con un’altra vittoria. Dopo Lussemburgo e Montenegro, la giovane Italia conquista tre punti preziosi anche in casa della Bosnia, confermando il suo percorso di crescita. Una vittoria (2-1) che poteva essere più pesante, ma, guidati da un super-Tonali, autentico faro di questa squadra, gli Azzurrini costruiscono molto e sprecano in uguale misura. Nasce così una partita dai due volti, tanta Under nel primo tempo, un po’ meno nella ripresa, ma sicuramente l’immagine è quella di una squadra che sa lottare e conosce bene una via importante, quella del gol.

A punteggio pieno con nove punti, l’Italia è seconda in classifica dietro la Svezia che la distanzia di una lunghezza, ma non una partita in più. E martedì prossimo a Monza (diretta Rai2, ore 17.30) andrà in scena proprio lo scontro diretto con gli svedesi

LA PARTITA – Assente Carnesecchi per infortunio, Nicolato affida la porta azzurra all’esordiente Stefano Turati e, confermando il 4-3-3, schiera in difesa Bellanova, Lovato, Okoli e Calafiori per la prima volta in campo dall’inizio, a centrocampo Tonali, Salvatore Esposito e Ricci, in attacco Colombo, il bomber del Pisa Lucca e un altro debuttante, Vignato.

Rispetto alle due gare con Montenegro e Lussemburgo, giocate ad ottobre e vinte entrambe, l’asticella delle difficoltà sale perché la Bosnia è una squadra compatta, con giocatori molto dorati fisicamente e che soprattutto sanno chiudere bene gli spazi. Nonostante Nicolato stia lavorando da poco con un gruppo tutto nuovo – solo cinque i reduci del precedente biennio – l’Under 21 dimostra di sapere il fatto suo, come se giocasse insieme da sempre. Gli Azzurrini confermano infatti le qualità messe in campo nei precedenti incontri: grande possesso di palla e personalità.

Al 19’ sblocca il risultato il difensore della Cremonese Kaleb Okoli, che schiaccia di testa un perfetto assist del capitano Sandro Tonali direttamente dalla bandierina. Due minuti dopo l’Italia va vicina al raddoppio: lancio di Colombo per Lucca, che però non arriva sul pallone. In campo c’è una sola squadra, che gioca a testa alta e concentrata, come aveva chiesto Nicolato alla vigilia.

Così arriva il 2-0 al 27’, sempre su palla inattiva: ancora Tonali dalla bandierina, arriva in corsa l’attaccante del Bologna Emanuel Vignato che si coordina bene e festeggia l’esordio con un gran gol. Sul cambio di fronte, l’Italia rischia: scivola in uscita Turati, ma Lovato salva sulla linea a porta vuota.

Nella ripresa subito un cambio per Nicolato, che richiama Esposito (ammonito) e manda in campo Rovella. Forte del vantaggio acquisito nei primi 45’ l’Italia si permette il lusso di abbassare i ritmi, pur non perdendo mai di vista l’obiettivo finale. Tanto che ci prova all’8’ con Bellanova che, servito dal solito Tonali, cerca il primo palo, ma il tentativo finisce a lato.

Al 23’ Calafiori lascia il posto ad Udogie e Lucca a Piccoli. Proprio quest’ultimo si trova sui piedi, al 29’, la palla del 3-0, però Cetkovic gli nega la gioia del gol. Sembra fatta per l’Italia, ma la Serbia riapre la partita al 34’ con una bordata imparabile sotto la traversa di Barisic. Adesso è il momento di stringere i denti, l’Under soffrendo lo fa: decisivo l’intervento proprio negli ultimi minuti di Turati su una conclusione di Dedic, ma alla fine i ragazzi azzurri portano a casa un risultato prezioso che va ben oltre il 2-1.

“Sono soddisfatto della prestazione – spiega Nicolato a fine gara – però mi aspetto più cattiveria e più determinazione. Potevamo e dovevamo chiudere prima la partita, purtroppo queste gare si complicano quando hai tante occasioni e le sciupi, poi prendi gol al primo tiro in porta che fanno gli avversari. Ecco, queste partite ci insegnano che c’è ancora da lavorare e dove dobbiamo farlo”.

 (Getty Images)
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