Lugano e il morso di Suarez a Chiellini: “Italiani provocatori. Sua squalifica un oltraggio”

Lugano e il morso di Suarez a Chiellini: “Italiani provocatori. Sua squalifica un oltraggio”

“I giocatori dell’Italia lo perseguitavano in campo”

di Redazione ITASportPress

Un morso storico, e non quello dato con la maglia del Liverpool a Ivanovic, all’epoca difensore del Chelsea. Luis Suarez si è reso protagonista di un gesto che in Italia viene ricordato molto bene: l’epico segno lasciato sul corpo di Giorgio Chiellini nel corso del Mondiale 2014 in Brasile.

Si trattava di Uruguay-Italia e a tornare sul quell’episodio controverso che costò una lunghissima squalifica all’attaccante ora del Barcellona è stato il capitano di quella formazione: Diego Lugano. Parlando a Tyc Sports lo storico difensore ha preso le difese del connazionale spiegando nel dettaglio cosa accadde sul terreno da gioco.

PROVOCATO – La migliore difesa è l’attacco e Lugano se la prende con i difensori azzurri: “I giocatori dell’Italia lo hanno cercato per tutto il match tanto che sono entrato negli spogliatoi con due-tre italiani tra cui Thiago Motta, che era un amico e giocava con me al Psg. Mi sono scaldato perchè perseguitavano Luis. Lo stavano provocando”. Un gesto che poi, secondo Lugano ha dato in qualche modo i suoi frutti: “Mancavano dieci minuti, dovevamo vincere e quello che ha fatto Luis ha estromesso Chiellini dalla gara. Sarà una coincidenza ma sull’angolo successivo lui ha perso Godin sul goal e ci siamo qualificati”.

OLTRAGGIO – Il morso di Suarez a Chiellini costò caro al Pistolero, costretto a lungo a non poter prendere parte agli allenamenti e, ovviamente, alle gare della sua Nazionale (9 giornate Internazionali e 4 mesi di Premier League ndr): “Luis ha scontato la più lunga condanna della storia del calcio di tutti i tempi. Nei due migliori anni della sua carriera non ha potuto giocare con la Nazionale. Ha trascorso quattro mesi senza poter entrare in uno spogliatoio per allenarsi, in qualsiasi parte del mondo. Un oltraggio! Quel giorno abbiamo perso la Coppa del Mondo perché la rabbia e l’impotenza di vedere Luis essere portato fuori dall’hotel con la polizia militare brasiliana era troppo grande”.

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