Messi, tifoso speciale. Sorin lo esalta: “Un alieno. Spero vinca qualcosa di importante con l’Argentina…”

Messi, tifoso speciale. Sorin lo esalta: “Un alieno. Spero vinca qualcosa di importante con l’Argentina…”

“Sono orgoglioso di aver condiviso con lui le sue prime gare con l’Albiceleste”

di Redazione ITASportPress

Sei volte Pallone d’Oro. Non ci sono più aggettivi per descrivere Lionel Messi. La Pulce del Barcellona ha vinto davvero tutto in carriera con il proprio club. Meno fortunato, invece, con la maglia della Nazionale. Un rapporto, quello tra l’attaccante e l’Albiceleste fatto di alti e bassi che non ha mai raggiunto veramente l’apice.

A parlare del numero 10 e del sogno di vederlo trionfare con l’Argentina è uno storico ex calciatore Juan Pablo Sorin, centrocampista o difensore anche della Nazionale. Intervistato da Olé, Sorin ha parlato della crescita di Messi e di quanto sarebbe bello vederlo vincere con la propria Nazionale.

“Fortunatamente abbiamo giocato insieme”, ha detto Sorin. “È un alieno, non c’è modo di fermarlo. Anche il gol che ha segnato contro l’Atletico Bilbao nella finale della Copa del Rey. Mostruoso! Sono molto orgoglioso di aver condiviso le sue prime apparizioni con l’Argentina. Messi ha assunto piano piano una posizione di rilievo con la Nazionale capendo quando valesse la sua voce e il suo pensiero. Spero che riesca ad ottenere un risultato importante in un torneo. Forse anche ai miei tempo lo meritavamo molto, ma la sua lotta, quello che Messi deve subire. Beh lo merita. Non credo che siano solo i fan argentini a volerlo vedere trionfare. Credo che tutto il mondo speri di vedere Messi vincere un trofeo importante con l’Albiceleste“.

EVOLUZIONE – Sorin poi spiega anche il cambio di mentalità avuto da Messi negli anni: “È come se fosse il proprietario della palla, ce l’ha e sa che farà la cosa più difficile, che sarà decisivo ogni volta che la tocca. Quando si è reso conto di quanto potesse veramente fare, si è assunto le sue responsabilità in base anche alla sua personalità. Non ha urlato quanto fosse importante per l’Argentina, non ha fatto dichiarazioni forti, ma conosce e sente la responsabilità di quella maglia. La cosa più difficile che ha fatto e che fa, è mantenere il suo livello di genio ed essere il migliore per così tanti anni. Questa è una cosa folle!”.

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