Ventura: “Italia-Svezia partita segnata in partenza da ambiente negativo e cose extra-calcio”

L’ex commissario tecnico della Nazionale, è tornato a parlare a Fanpage.it a distanza di tre anni dall’eliminazione

di Redazione ITASportPress
Ventura

Dai giornali la partita dell’Italia contro la Svezia fu definita l’apocalisse del calcio azzurro. Sulla panchina dell’Italia esclusa dal mondiale in Russia del 2018 c’era Gian Piero Ventura. L’ex commissario tecnico della Nazionale, è tornato a parlare a Fanpage.it a distanza di tre anni dall’eliminazione, riflettendo anche sul calcio ai tempi della pandemia.

“È stata una partita segnata in partenza, perché l’ambiente era estremamente negativo – ricorda l’ex commissario tecnico della Nazionale su Italia-Svezia di tre anni fa – Si era creata una situazione di forte difficoltà, figlia non tanto di un aspetto calcistico ma di tante altre cose di cui preferisco non parlare più”.

“Juventus-Napoli? È una situazione difficile da commentare. Come dicono tutti se ci sono le regole vanno rispettate – spiega Ventura e sul protocollo aggiunge -. Al di la di quell’episodio, credo che il protocollo per il calcio sia fatto abbastanza bene”.

Sull’esperienza alla Salernitana, Ventura racconta “Non eravamo partiti per vincere il campionato, anzi la Salernitana arrivava da una salvezza conquistata ai rigori ai playout, con una squadra devastata dal punto di vista psicologico e una società in forte difficoltà […]. L’unica cosa che c’è mancata è stato l’accesso ai playoff, che sarebbero stati la chicca finale di una stagione in alcuni casi importante, in altri molto importante. Secondo me si sono gettate le basi per un buon futuro”.

Sulla Serie A, l’ex ct della Nazionale commenta “Il Sassuolo. Credo che a livello di gioco si stia assestando su delle posizioni importanti”. Mentre sul ruolo di Immobile nella Nazionale spiega “Immobile è un giocatore estremamente specifico. Se fa le cose che sa fare, credo che sia un giocatore straordinario, uno dei migliori d’Europa sotto questo aspetto […]. È un giocatore che va sfruttato per quelle che sono le sue caratteristiche. Ci sono squadre che usano gli attaccanti in un modo, altre invece in un altro”.

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