PARMA, se ci sarà  iscrizione in Serie D potrebbe esserci il ripescaggio in Lega Pro

Pubblichiamo l’intervento dell’avvocato Paolo Malvisi su Stadio Tardini

di Redazione ITASportPress

Per la prossima stagione, il Consiglio Federale della FIGC del 26 maggio u.s. ha deciso di introdurre una nuova disciplina per i ripescaggi in Lega Pro, Serie B e Serie A, la cui regolamentazione sarà definita nella prossima riunione.

La (nuova) società che dovesse iscriversi alla serie D in luogo della fallita Parma FC potrebbe essere ripescata? La risposta, complice la gravissima crisi che colpisce il calcio italiano e, in particolare, le serie inferiori, potrebbe essere affermativa. Tante società rischiano di non iscriversi e in poche chiederanno il ripescaggio con i 600.000 euro a “fondo perduto” che dovranno versare.

Sotto il profilo economico le novità sarebbero assai rigorose.

I club ripescati dovrebbero infatti farsi carico per l’iscrizione della fideiussione piena di 600.000 euro(contro i 400.000 euro richiesti ai club confermati quest’anno nella categoria) e di un versamento a fondo perduto che la Federazione avrebbe fissato in 600.000 euro (contro i 200.000 euro delle stagioni passate). L’onere finanziario per essere ripescati in Lega Pro sarebbe dunque pari alla cifra di 1.200.000 euro. Un importo davvero troppo oneroso e oggettivamente insostenibile, vista la contingente situazione economica.

Non a caso il Consiglio Direttivo della Lega Pro, dopo aver ratificato le norme per le iscrizioni già esposte al Consiglio federale in base alle quali la fideiussione scende da 600 mila a 400 mila euro e temendo la mancanza di adesioni ai ripescaggi, chiederà alla Figc di rivedere i 600 mila euro a fondo perduto richiesti ai club interessati alla procedura (di ripescaggio).

Grande incognita, pertanto, sul numero di squadre che parteciperanno al prossimo campionato, possibile la riduzione da 3 a 2 gironi.

La Lega Pro, comunque, dovrà essere riformata, alla luce delle numerose criticità emerse nella prima stagione della Prima Divisione unica. La Riforma auspicata, con la riduzione dalle attuali 60 a 36 squadre, suddivise in due gironi da 18, in previsione, per la stagione 2016/2017, può addirittura essere anticipata alla imminente stagione 2015/2016.

Ciò può diventare possibile, visti i tempi di crisi che rischiano di compromettere l’equilibrio economico di molte realtà. Non si arriverà subito a 36 squadre, ma che il 30 giugno riescano ad iscriversi appena 40, massimo 45 squadre, sembra più che verosimile.

Infatti, dei 60 club aventi diritto, pare che almeno una ventina siano a rischio, con problemi sia di natura economica che riguardanti il nuovo filone giudiziale relativo al calcio – scommesse.

Risulta pertanto più che ipotizzabile, quindi, che già dal campionato 2015/2016 possano esserci due soli gironi di Lega Pro, a 20 o 22 squadre ognuno; (in prospettiva) l’ulteriore riduzione in programma per il prossimo anno.

È infatti il 30 giugno 2015 la data di scadenza per l’iscrizione al campionato 2015-2016 della Prima Divisione Unica di Lega Pro. Le relative procedure sono contenute all’interno del Sistema delle Licenze Nazionali, approvato il 27 aprile 2015 dal Consiglio Federale. Il documento contempla tutti gli adempimenti ai quali dovranno sottostare i club di Lega Pro.

I criteri ai quali le società dovranno adempiere per l’ammissione al campionato di competenza sono: criteri Legali ed Economico-Finanziari, criteri Infrastrutturali, criteri Sportivi e Organizzativi

Va ricordato che, cancellato il blocco dei ripescaggi, per ogni società che non si iscriverà, ce ne sarà un’altra che potrà appunto richiedere il ripescaggio; tra le 9 retrocesse dalla Lega Pro (di cui, però, a loro volta, molte versano in gravi difficoltà economiche, sono sull’orlo del fallimento o in alcuni casi già fallite come il Savoia, o nei guai per il calcio scommesse come la Pro Patria) o le protagoniste dei playoff di serie A.

Anche l’istituzione del versamento di quei 600.000 euro a fondo perduto di cui prima si è riferito rischia di scoraggiare moltissime realtà a richiedere il ripescaggio (Messina, AlbinoLeffe e Pordenone avrebbero serie difficoltà, così come il Taranto, la Viterbese, il Potenza ed alcune altre realtà di D).

Sono stati, in realtà, preannunciati (vedremo quale sarà il nuovo regolamento) criteri estremamente rigorosi per accedere al procedimento di richiesta ripescaggio; in attesa dell’ufficialità e considerato il vecchio regolamento sul tema, in via del tutto ipotetica e sulla base di taluni rumors, questi potrebbero essere i criteri per la classifica finale dei ripescaggi: classifica finale dell’ultimo Campionato (punteggio 50%); tradizione sportiva della città (punteggio 25%); numero medio degli spettatori allo stadio dalla stagione 2008-2009 alla stagione 2012-2013 (punteggio 25%).

Le società per essere ripescate dovranno ottenere la Licenza Nazionale relativa al campionato per il quale chiedono il ripescaggio. Ai fini del ripescaggio nel Campionato di Divisione Unica – Lega Pro, non saranno ammesse deroghe sui Criteri Infrastrutturali fissati dalle Licenze Nazionali.

Ritengo pertanto che, alla luce di quanto esposto, possano essere concrete le possibilità che la città di Parma possa rimanere nel calcio professionistico, seppur ripartendo, col sistema della richiesta ripescaggio, previa, naturalmente, da parte della costituenda (nuova) società, l’iscrizione al campionato di serie D. 

Paolo Malvisi (*) Membro dell’AIAS, Associazione Italiana Avvocati dello Sport

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