Rizzoli: “Favorevole al Var a chiamata ma non dipende da me”

Rizzoli: “Favorevole al Var a chiamata ma non dipende da me”

Le parole del numero uno degli arbitri italiani

di Redazione ITASportPress
Rizzoli

Nicola Rizzoli, numero uno degli arbitri italiani, ha parlato a Radio 1 nel corso della trasmissione Radio Anch’Io Sport, a proposito del weekend di calcio e delle tante perplessità dopo le direzioni di gara in questo “riavvio” di stagione dopo lo stop per il coronavirus.

Rizzoli: Var a chiamata e dubbi

Rizzoli
Rizzoli (Getty Images)

“Commisso parla di Var a chiamata? Certamente potrebbe essere una considerazione. Non è un’idea che ci vedrebbe contrari“, ha esordito Rizzoli. “Si tratta di una scelta fatta da un ente che gestisce le regole e il protocollo. Questo è un problema che si riscontra in Italia. Non per una questione di arbitri ma per un approccio diverso dei protagonisti. Io personalmente non avrei nulla contro, ma sicuramente bisogna fare la considerazione che ci troviamo all’interno di una competizione europea e le regole devono essere uguali da noi come da tutti. Se toglierebbe polemiche? Non lo so. Provare potrebbe essere una soluzione, ma noi adesso non possiamo fare scelte personalizzate”. “Quando c’è un episodio dubbio perché l’arbitro non va a rivedere? Il calcio non è una scienza, quindi i dubbi possono esserci. Se noi dovessimo usare la tecnologia sempre sarebbe davvero importante in termini di tempistiche. Questo è uno dei motivi per i quali si è scelto di usare la Var così: per errori chiari”. “Poi degli errori si fanno, ma non sono dovuti ad approcci culturali. Si tratta di applicare ed interpretare un protocollo che spesso limita. Bisogna migliorare il protocollo e ampliarlo. Il progetto Var è comunque una cosa “giovane”. C’è solo da tre anni e può essere migliorato. In 20 anni il rapporto arbitri-assistenti è cambiato e anche tra arbitro di campo e di Var bisogna perfezionarsi”.

Dettagli di giornata

Lazio Caicedo
Lazio rigore Caicedo (getty images)

Analizzando alcuni episodi dell’ultima giornata di Serie A: “Se avrei dato il rigore alla Lazio? Dal campo difficilissimo da valutare. Come dinamica senza dubbio si propende per il fallo. Non tutti hanno parlato subito di errore. Si è trattato di una cosa che al 99% tutti gli arbitri avrebbero dato rigore. Partita di Brescia? Molte cose bisogna vederle nella dinamica dell’azione. Sono percezioni che indubbiamente sono complicate da valutare. Il calcio non è una scienza. Si tratta del frutto di interpretazioni”. “Il caldo? Parliamo di una competizione come se fosse un torneo internazionale. Credo che la difficoltà maggiore sia quella di ripartire dopo un lungo stop non tanto delle temperature. Si tratta di un campionato dentro un campionato”.

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