Ronaldo, lettera strappalacrime ai tifosi del Valladolid: “Resistiamo. A me dissero che non avrei più camminato…”

Il Fenomeno ora presidente del club spagnolo

di Redazione ITASportPress

Era Il Fenomeno in campo, lo è anche adesso che da presidente del Valladolid pensa al bene della sua comunità e dei suoi tifosi. Ronaldo Nazario, ex attaccante anche dell’Inter, adesso patron del club iberico, ha voluto mandare un messaggio strappalacrime ai propri abbonati e sostenitori.

ISOLAMENTO – Una lettera che mescola il lato umano e quello sportivo alla perfezione e dove lo stesso brasiliano si è messo a nudo mostrando la tanta umanità che lo ha sempre contraddistino: “Gentile abbonato. Per settimane ho pensato a come contattarti in questi delicati momenti di isolamento e tristi notizie”, ha detto Ronaldo all’inizio del suo messaggio. “Alla fine ho deciso di inviarti questa lettera, con la quale spero che tu possa sentire l’affetto e la considerazione con cui l’ho scritta. Ti mando questo messaggio da casa mia alla tua, dalla mia famiglia alla tua famiglia. Siamo separati fisicamente, ma sono convinto che non siamo mai stati così vicini . Siamo dentro le nostre case per noi stessi, per coloro che amiamo, per tutti quelli che non conosciamo nemmeno e per coloro che non possono più stare con noi. Ti scrivo per ringraziarti di essere lì, ancora di più in questo momento, per aver trasformato ogni istante in qualcosa di memorabile per la tua famiglia, per la pazienza, la speranze e l’ottimismo, nonostante le difficoltà, le sfide e il dolore che stiamo affrontando in questi tempi difficili”.

FORZA – Ma il messaggio di Ronaldo prosegue e non poteva che finire a parlare di pallone: “Il calcio mi ha insegnato molte cose. A superare le difficoltà. Quando ho subito il mio primo grave infortunio al ginocchio, c’erano persone che dicevano che non avrei mai più giocato. Qualcuno che non avrei mai più potuto neanche camminare. Mi sembrava che la stessa vita mi fosse stata tolta. Fu in quei momenti che i miei limiti furono messi alla prova, e io combattei per cambiare e mostrare a tutti che potevo fare quello che desideravo di più. Sono stati anni molto duri di riabilitazione, motivati ​​dal desiderio di sentire tutto ciò che potevo sul campo. Alla fine è arrivato il momento, forse il più emblematico di tutta la mia carriera: nel 2002, ho giocato una finale di Coppa del Mondo con il Brasile. E ho segnato due gol contro la Germania. Per il mio Paese ed è arrivato il quinto titolo mondiale. Per me la consacrazione del mio ritorno. Sono sicuro che anche tu, quando ti volterai indietro, ricorderai quante volte ti sei rialzato, e quante volte sei riuscito a superare le difficoltà, nel corso della tua vita, per rendere possibile l’impossibile. Se mando questa lettera oggi è perché tra le scelte della mia vita, una è stata il Valladolid. Come te, non vedo l’ora di tornare a casa nostra. Chiudo gli occhi e penso allo stadio pieno di gente a e alla passione. E mi commuovo. Fuori dal campo, sono ancora motivato a superare tutte le sfide. Io, che sono venuto dopo di te in questa grande famiglia che è il Valladoli, ti ringrazio per essere stato con me. Resisti. Stando insieme ne usciremo più forti. A presto, un grande abbraccio. Ronaldo Nazario”.

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