Tavecchio: “Senza i tagli del Coni avrei tenuto Conte”

Tavecchio: “Senza i tagli del Coni avrei tenuto Conte”

L’ex presidente della FIGC: “Mi sono sentito quasi umiliato da una situazione che vedeva la nostra nazione non essere presente dopo quasi 60 anni ai mondiali”

di Redazione ITASportPress

A seguito della mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali di Russia 2018, Carlo Tavecchio si è dimesso dal ruolo di presidente della FIGC. Dopo mesi di silenzio, l’ex capo del calcio italiano ha concesso un’intervista ai microfoni di Sportitalia; numerosi i temi affrontati: “Senza Ventura l’Italia sarebbe al Mondiale? Le voglio fare una battutaccia. Se io non avessi dato 28-30 milioni al Coni io, mi tenevo Conte. Ha capito bene cosa le ho detto? Conte restava se noi avevamo la capacità economica di pagarlo. Però la Federazione ha dato 30 milioni, o meglio. Il Coni si è trattenuto più di 30 milioni dei contributi che dava alle federazioni passando da 80 milioni di contributi a 36/37 quando c’ero io. Quindi ce ne passano di soldi. Potevo pagare Conte, Pelè. Con Conte non saremmo mai rimasti a casa”.

DIMISSIONI – “E’ stata una decisione molto sofferta quella notte, mi sono caricato di un peso che forse non competeva solo a me, perchè soprattutto non ho tirato calci di rigore e nemmeno l’allenatore. Mi sono sentito quasi umiliato da una situazione che vedeva la nostra nazione non essere presente dopo quasi 60 anni ai mondiali. E questa decisione l’ho presa, anche con l’urgenza che non doveva essere fatta. Quante notti non ho dormito dopo l’eliminazione dal Mondiale? Tante”.

VENTURA – “Ventura è stato il più grande errore? No, no. Noi ci trovammo a casa di Malagò e questo fu la decisione partorita li su Ventura con un’altra persona che era Lippi. Poi i fatti che riguardano Lippi non sono procurati da me situazioni contingenti e oggettive. Tutti erano contenti di Ventura, nessuno escluso, tant’è che abbiamo fatto una cena su questo argomento. Ventura ha fatto quello che tutti gli chiedevano di fare. Secondo me Ventura ha sbagliato dal punto di vista tecnico. Dal punto di vista politico doveva dimettersi quella sera, dal punto di vista etico morale. Perché non l’ha fatto? Evidentemente le sue valutazioni erano diverse dalle mie. Ha preso tutti i soldi dallo stipendio? Si, ha preso tutti i soldi dallo stipendio”.

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