Ventura: “Nazionale? Argomento morto e sepolto. Nulla da cui dovermi riscattare”

Parla il mister della Salernitana e ricorda il passato da ct azzurro

di Redazione ITASportPress
Ventura Salernitana

Gian Piero Ventura si racconta e lo fa ai microfoni di Repubblica. L’ex ct della Nazionale italiana è adesso alla guida della Salernitana in Serie B. Il mister ha affrontato diversi temi caldi relativi alla sua carriera ed in modo particolare la sua voglia di rimettersi in gioco dopo l’esperienza con l’Italia e la mancata qualificazione al Mondiale a seguito di quella diventata ormai nota gara contro la Svezia.

Ventura: “Ho messo da parte il passato”

Ventura
Ventura (Getty Images)

“Cosa ci faccio in Serie B? Lotito mi ha chiesto una mano, Salerno era una bella piazza, con uno stadio e un pubblico importanti, e c’era da ricostruire tutto dopo due anni di salvezze all’ultimo secondo. Io avevo voglia di tornare sul campo e credo di aver portato una ventata di entusiasmo”, ha esordito Ventura che prima di accettare la Salernitana era stato protagonista di una breve parentesi col Chievo.  “Se temevo mi ritenessero un bollito? In realtà mi hanno trattato persino con grandissima deferenza. Ho dovuto mettere da parte il passato e rimettermi in discussione, non perché avessi necessità di rifarmi una reputazione ma perché avevo bisogno di ripartire. E sono ripartito con il piacere di farlo, con l’entusiasmo per la novità, non certo perché avessi qualcosa da dimostrare o una rivincita da coltivare”.

Nazionale

Capitolo Italia, un argomento sul quale Ventura vorrebbe mettere una pietra sopra: “Ho 35 anni di carriera alle spalle e secondo me una sola esperienza non può cancellare tutte le altre, anche se è chiaro che quella è stata una situazione grande, enorme. Ma io non ho niente da cui riscattarmi. La Nazionale è un argomento morto e sepolto. Resto un grandissimo tifoso, sono contentissimo di quello che sta facendo, ma quello che è successo due anni fa è ormai è un ricordo troppo lontano, non lo affronto più neanche con me stesso. So chi sono e so tutto quello che è successo. Non serve tornarci sopra”.

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