Xavi: “Il segreto del mio Barcellona? Il torello…”

L’ex regista del Barcellona ha parlato a El Pais dell’evoluzione tattica del calcio moderno

di Redazione ITASportPress

Xavi Hernandez, riconosciuto come il secondo regista più forte del calcio moderno dopo Andrea Pirlo, ha lasciato il calcio pochi giorni dopo l’addio del Maestro bresciano.

Ora l’ex metronomo del Barcellona fa parte dell’organizzazione del Mondiale 2022 e, intervistato da El Pais, ha analizzato l’attuale momento del calcio internazionale dal punto di vista tattico, esaltando la rivoluzione introdotta d Pep Guardiola: “Guardiola considera tutti i dettagli, teneva controllata ogni cosa e sta succedendo questo anche al Manchester City. La sua bravura è stata quella di trasferire ai giocatori che ha ora a disposizione le sue concezioni, la sua ricerca continua degli spazi liberi”.

Nel City che sta ammazzando la Premier spicca l’ottimo rendimento di Kevin De Bruyne, pur trasformato in centrocampista puro. Xavi spiega: “De Bruyne e Silva sono riusciti ad adattarsi a giocare a centrocampo perché sono giocatori di classe universale che sanno agire in ogni zona del campo. Nel calcio di Pep gli esterni devono essere elementi puri di ruolo, come Sané”.

Più sorprendente è che, secondo Xavi, uno dei segreti del Barça sia stato un allenamento in apparenza banale…: “La gente pensa che il torello serva per divertirsi, ma non è così. È un esercizio molto utile, far circolare il pallone e poi, quando si è pressati da quello che sta in mezzo, si passa al compagno. Non ci si stanca e permette di migliorare molto…”.

Poi, è chiaro, ci sono sempre delle eccezioni. Come Leo Messi…: “Lui domina tutto, lo spazio e il tempo: lui sa raggiungere il compagno meglio piazzato in qualsiasi momento e comunque è molto recettivo anche sul piano tattico, comprende tutto. Io credo che il talento debba sempre avere la meglio sul fisico, il giorno in cui questo non accadrà più il gioco del calcio ci piacerà molto di meno. Il talento deve sempre avere la meglio anche sulla tattica, il campione sa sempre dove collocarsi sul campo”.

Il Mondiale in Qatar è ancora lontano, prima ci sarà quello di Russia dove, secondo Xavi, la favorita tornerà ad essere la squadra uscita peggio dall’edizione 2014…: “Vedo allo stesso livello Brasile e Germania, poi l Spagna e l’Argentina, a patto che non giochi con la tensione di vincere a ogni costo.

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