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Il caso

Catania, c’è un titolo sportivo da salvare mentre il Biancavilla…

Catania, c’è un titolo sportivo da salvare mentre il Biancavilla…

I tre curatori dovranno individuare le disponibilità economiche necessarie per portare a termine la stagione sportiva 2021/22

Redazione ITASportPress

La giornata più buia della storia del Catania Calcio si è celebrata ieri. La sezione fallimentare del Tribunale etneo dopo aver accolto l'istanza della Procura della Repubblica ha posto fine alla storia del club durata 75 anni e cancellato la matricola 11700 tanto cara ai tifosi. Era inevitabile questo triste epilogo visto lo stato di insolvenza del club, gestito dalla SIGI, pari ad un importo complessivo di 56 milioni di euro tra debiti nei confronti dell'erario (53) e debiti sportivi (tre). L'esercizio provvisorio della società rimane valido fino al 2 gennaio, ed è stato affidato a tre curatori fallimentari: i commercialisti Antonio Maria Enrico Giucastro e Daniela D'Arrigo (già componenti del collegio di Ctu nominato dal Tribunale fallimentare) e l'avvocato Giuseppe Basile. Dalla sentenza del Tribunale di Catania emerge un passaggio importante: il club etneo è creditore della SIGI di ben 600 mila euro. I curatori dunque per poter proseguire con l'esercizio provvisorio devono riscuotere il credito vantato dal Catania verso SIGI entro il 2 gennaio. Una operazione considerata dal Consiglio dei giudici una condizione imprescindibile per il mantenimento del titolo e la sua successiva acquisizione all'asta. Nella sentenza il passaggio è chiaro.

Testualmente cosa riporta la sentenza: All’udienza del 21/12/2021, la resistente, in coerenza a quanto accertato dai consulenti tecnici d’ufficio, ha confermato “l’esistenza del detto credito e la volontà della società socia unica di Calcio Catania s.p.a. di onorarlo, nonostante la sussistenza di finanziamenti socio per circa euro 400.000,00, o forse più, astrattamente suscettibili di compensazione, che comunque non verrà opposta, e ciò al fine di garantire la continuità dell’attività caratteristica per i prossimi due mesi”.

Ne viene che, in ossequio ai parametri di cui al comma 1 dell’art.104 L.F., la scelta di disporre l’esercizio provvisorio o meno (e a quali condizioni) impone di raffrontare il mantenimento del valore dell’intero “ramo d’azienda sportivo”, per come, allo stato, attribuito dai consulenti tecnici d’ufficio, sia con le perdite prognosticamente che verranno a registrarsi mensilmente in rapporto ai tempi strettamente necessari alla liquidazione del medesimo ramo di azienda secondo legge, sia con il fatto che la sostenibilità di tale esercizio provvisorio per tale stretto lasso di tempo si riscontra solo nel caso in cui venga effettivamente riscosso il credito di circa euro 600.000,00 vantato da Calcio Catania s.p.a. nei confronti della socia unica. In via prudenziale, per evitare grave pregiudizio ai creditori al fine di verificarne la concreta sostenibilità, l’esercizio provvisorio allo stato non può, pertanto, che essere disposto sino al 2/1/2022, cioè per il tempo strettamente necessario a che gli organi della procedura possano compiere ulteriori accertamenti e, tra l’altro, verificare ulteriormente l’attendibilità in concreto dei flussi sopra indicati e provvedano a riscuotere il superiore credito da SIGI s.p.a., da considerarsi una tra le condizioni imprescindibili a che possano successivamente vagliarsi eventuali proroghe del medesimo esercizio provvisorio.

Il curatore dovrà, quindi, relazionare entro il 2/1/2022 al comitato dei creditori (ove costituito) e al Giudice delegato (designato in dispositivo), che se del caso riferirà al Collegio, sulle superiori circostanze e comunque sull’andamento dell’attività (anche, in particolar modo, con riferimento all’avvenuta riscossione del credito nei confronti di SI.GI. s.p.a.), segnalando in ogni caso e senza dilazione, ai sensi del comma 5, secondo periodo, dell’art. 104 L.F., profili di criticità che dovessero emergere, a cagione del mancato venire in essere delle condizioni come sopra segnalate e comunque tenuto conto degli interessi della massa anche alla luce, tra l’altro, della verifica dell’effettivo rapporto tra l’ammontare dei crediti di cui al comma 7 dell’art. 104 L.F. e i reali flussi di cassa in entrata che verranno registrati, ferme restando ulteriori prescrizioni.

visti gli artt, 1, 5, 6, 9, 15, 16 e 104 del R.D. 16 marzo 1942, n. 267.

BIANCAVILLA - Se non verranno versati nelle casse del Catania 600 mila euro niente calcio al Massimino fino alla prossima stagione. Poi il sindaco Salvo Pogliese, in un'estate che si prevederebbe caldissima, non potrebbe neanche attivare il cosiddetto "lodo Petrucci" perchè a Catania c'è già una società che ha sede nel capoluogo e partecipa al campionato di Serie D e questa è il Biancavilla che poi potrebbe chiedere alla Federazione di cambiare il nome in "FC Catania" e giocare al Massimino.

Tutto negativo - Ma il giorno dopo vogliamo soffermarci su altri passaggi importanti di questa sentenza. Nel conto economico attinente al periodo 1/7/2020-30/6/2021, depositato dalla resistente, emergono costi per complessivi euro 15.540.523,45, ricavi per euro 4.206.725,22 e una perdita di esercizio pari a euro 11.333.798,23. L’insolvenza è acclarata dalla rilevantissima esposizione debitoria sopra indicata, dal trend ampiamente negativo dei flussi economici e finanziari con progressivo e costante aggravamento del dissesto e dall’incapacità della resistente, ammessa dalla stessa, di far fronte con proprie risorse alle obbligazioni, con la costante e pressante necessità di ricorrere a finanza esterna, sotto forma di finanziamenti del socio unico o flussi provenienti da terzi sulla base di rapporti che non appaiono connotati da stretta sinallagmaticità.  In sintesi il Tribunale ha inchiodato la SIGI alle sue responsabilità non avendo mai dimostrato di essere stata capace di gestire una società di calcio e di aver accumulato ulteriori debiti. Sentenza acclarata dalla pesantissima esposizione debitoria.

Adesso per salvare la stagione e il Catania Calcio dalla cancellazione del campionato è giusto che nessuno scenda dal Titanic. Bisogna che i soci della SIGI rimettano nelle casse del club 600 mila euro per consentire il proseguimento dell'esercizio provvisorio che permetta alla squadra di andare avanti per qualche mese e nel frattempo trovare un nuovo proprietario forte e capace che possa salvare la stagione e rilanciare il nuovo Catania.

 

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