ANDRIA, info e curiosità per i tifosi del Catania in trasferta

ANDRIA, info e curiosità per i tifosi del Catania in trasferta

Come arrivare nei pressi di Andria? Cosa ammirare? Una breve guida a disposizione del tifoso rossazzurro.

di Veronica Celi, @ctvery

Riparte il campionato. Riparte il Catania. Ripartono anche i tifosi rossazzurri, alla volta di Andria, per sfidare la compagine locale nel match valido per la 17.ma giornata di Lega Pro, in programma sabato 9 gennaio alle 15.00. Ma come raggiungere la cittadina pugliese?

MEZZI DI TRASPORTO – Per chi intende arrivare in giornata a destinazione, consigliabile l’aereo. Alitalia prevede uno scalo a Bari, prima di usufruire del treno per arrivare ad Andria. Lo stesso è necessario fare qualora si partisse in autobus. La durata del viaggio, però, si allungherebbe (11 ore), considerata la sosta obbligatoria a Messina, per poi giungere alla meta prefissata. Quello giornaliero rappresenta comunque la soluzione più economica. I costi si aggirano intorno ai 29/35 euro. E non sono previste tappe intermedie fino in Puglia. A meno che non si scelga di andare in auto. Ma i prezzi aumenterebbero, considerando l’impiego del traghetto.

COSA VEDERE – Andria terra di prelibatezze. Obbligata la tappa al Museo del confetto, fondato da Nicola Mucci. Odori e tradizioni aleggiano tra le stanze dell’edificio. Da cogliere al volo la possibilità di assaggiare ghiotte specialità. Aperto dal lunedì al sabato, sia in mattinata che nel pomeriggio. Il biglietto è di 2 euro per gli adulti, e 1 euro per i bambini. Per i più golosi anche l’opportunità di gustare cibi prodotti localmente come l’olio extravergine d’oliva, di cui la cittadina pugliese è capitale mondiale, il fungo cardoncello, la mozzarella, la burrata, le pettole (pallottole di pasta lievitata fritte, tipiche delle festività, e magari ancora in giro), le cartellate (dolci fatti di vincotto tiepido e miele, e ricoperti di cannella e zucchero a velo). Infine, inevitabile bere del vino DOC di Castel del Monte, che prende il nome dalla struttura ottagonale, voluta da Federico II di Svevia. Dotata di un cortile interno, la costruzione, interamente bianca, non prevede la presenza di decorazioni, quasi del tutto svanite. Non ci sono fossati o elementi militari, quindi probabilmente non era adibita a fortezza. Molteplici le leggende che, invece, fanno ipotizzare un suo utilizzo come tempio o luogo di studio delle scienze astronomiche e matematiche. Patrimonio dell’UNESCO, è un simbolo a livello nazionale: raffigurata, infatti, dietro la moneta da 1 centesimo. Attrazione da non perdere: la cattedrale, costellata da reliquie. Il campanile, costruito su un torre longobarda, e l’arco ogivale, il più grande d’Europa, sono i due fiori all’occhiello. Ma non sempre è accessibile. Altro pezzo forte del territorio andriese: il santuario di Santa Maria dei Miracoli, posto su tre livelli, e colmo di affreschi. Risalta all’occhio l’icona della Madonna situata nei pressi della grotta al primo piano. In attesa dell’inizio della gara, invece, i tifosi del Catania possono godere del verde della Villa Comunale “Giuseppe Marano”. Al suo interno, lo stadio “Degli Ulivi”. 9140 posti, ridotti a causa di alcune inagibilità. Il settore ospiti ne comprende 1000. Alla portata dei siciliani, inoltre, svariati ristoranti in zona, e nel raggio di 800 metri due hotel e un B&B.

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