Calcioscommesse, nuovo filone inchiesta della procura di Catania. I nomi dei 31 indagati

Sotto inchiesta per associazione per delinquere e frode sportiva e tra questi anche gli indagati del primo filone.

di Redazione ITASportPress

Nuovi sviluppi per l’inchiesta “Treni del Gol” sul presunto acquisto di partite calcio per salvare il Calcio Catania dalla retrocessione dalla Serie B nel 2015. Infatti c’è un nuovo filone dell’indagine affidata alla Squadra mobile e alla Digos di Catania.

Al momento risultano indagate 31 persone per associazione per delinquere e frode sportiva e tra questi anche gli indagati del primo filone. Lo si è appreso – riporta l’AGI – dal conferimento dell’incarico per effettuare un incidente probatorio su una perizia tecnica che riguarda dieci telefonini cellulari e cinque iPad di tre degli indagati, l’ex agente di scommesse Giovanni Luca Impellizzeri, l’ex presidente Nino Pulvirenti e il procuratore sportivo Fernando Antonio Arbotti; gli apparati sono già da tempo sequestrati.

I nomi degli indagati sono Antonino Pulvirenti, Pablo Cosentino, Daniele Delli Carri, Giovanni Luca Impellizzeri, Fabrizio Milozzi, Ferdinando Arbotti, Piero Di Luzio, Riccardo Fiamozzi, Andrea Barberis, Luca Pagliarulo, Antonino Daì, Christian Terlizzi, Matteo Bruscagin, Jens Janse, Alessandro Bernardini, Marco Moscati, Pietro Lo Monaco, Alessandro Failla, Fabrizio Ferrigno, Alfio Mangion, Antonio Ricci, Fabrizio Crimi, Riccardo Tamiro, Defendino Corbo, Alfio Bisicchia, Anna Aurigemma, Luigi Tancredi, Simone Impellizzeri, Luca Antonucci, Luca Brescia, Giuseppe Mangion.

L’incidente probatorio è stato disposto dal Gip Fabio Di Giacomo Barbagallo con il conferimento dell’incarico. A chiedere l’accertamento, per la formazione della copia forense dei supporti informatici, è stato il sostituto procuratore Alessandro Sorrentino.

Il Gup della prima sezione penale del Tribunale di Catania, Francesca Cercone, lo scorso 7 settembre, ha rinviato a giudizio i sette imputati coinvolti nel processo scaturito dall’inchiesta della scorsa estate intitolata “I treni del gol”.

Rinviati a giudizio l’ex presidente del Catania, attuale azionista di maggioranza, Nino PulvirentiPablo Cosentino, ex amministratore delegato del Catania, l’ex direttore sportivo del club Daniele Delli Carri, i procuratori sportivi Fernando Arbotti, Fabrizio Milozzi e Piero di LuzioGiovanni Impellizzeri. Il giudice aveva contestato alla società Calcio Catania il reato di responsabilità amministrativa.

Sono sei le gare al centro dell’inchiesta, partita nel 2015, e che sarebbero state pilotate per tentare di permettere alla squadra rosso-azzurra di non retrocedere in Lega Pro. Le indagini erano state avviate dalla polizia di Stato, con accertamenti eseguiti dalla Digos della Questura, dopo la denuncia di minacce ricevute dall’allora presidente Nino Pulvirenti, che è stato messo agli arresti domiciliari e poi scarcerato dal Gip, dopo sue ammissioni di colpa, e poi sottoposto al Daspo per 5 anni dal questore di Catania.

Pulvirenti, durante l’interrogatorio di garanzia al Gip, ha ammesso di avere pagato 100 mila euro ciascuno per le partite vinte con Varese e Trapani, e 50 mila euro ciascuno per ottenere il successo su Latina e Ternana. L’allora presidente del Catania, rilevava il Giudice per le indagini preliminari nel disporre la revoca degli arresti domiciliari, “nonostante i dubbi” avrebbe continuato i “pagamenti per il timore che i personaggi coinvolti nella vicenda potessero utilizzare il medesimo metodo ai danni della sua squadra”, vista la “riconosciuta capacità degli stessi di alterare, contattando di volta in volta i giocatori, i risultati delle partite”. Pulvirenti ha sempre negato di avere scommesso sui risultati.

La prima udienza è fissata per il 22 novembre.

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