CASO CATANIA, alcuni interrogativi sull’inchiesta

di Redazione ITASportPress

Cosa succederà al Catania dopo le prime ammissioni di Pulvirenti? E agli altri indagati? E alle squadre coinvolte. Interrogativi legittimi dopo la svolta di ieri. 

Dal punto di vista investigativo la parziale confessione dell’ex presidente del sodalizio etneo non basterà agli investigatori. L’interrogatorio di garanzia davanti al Gip Di Giacomo si è limitato all’ordinanza, ma ci sono tantissimi punti oscuri (ad esempio i soldi utilizzati nelle cinque ‘combine’).

L’interrogatorio con il pm Sorrentino previsto nei prossimi giorni potrebbe essere di diverso tenore. Gli investigatori – come riporta ‘La Gazzetta dello Sport’ – vorranno capire le responsabilità di ogni arrestati e scoprire, se possibile, nuove azioni connesse a quanto è accaduto.

La collaborazione di Pulvirenti potrebbe avere un ‘effetto domino’. Già domani potrebbe iniziare a farlo Fernando Arbotti davanti al gip di Larino (agisce per delega, così come fatto da quello di Chieti per Delli Carri).

Comunque tutti gli arrestati, compreso Cosentino che ha rigettato ogni accusa e professa un ruolo marginale nelle partite truccate, saranno sentiti dai magistrati etnei molto presto.

Il Catania rischia la retrocessione e una pesante penalizzazione. E le responsabilità del presidente rischiano di rendere certa l’ esclusione del campionato di competenza e l’assegnazione a uno dei tornei categoria inferiori. Per quanto rigurda il rischio della Serie D, questo non si può escludere, ma la collaborazione dell’ex massimo dirigente rossazzurro potrebbe rendere più lieve la pena. L’avvocato scelto dal Catania per la causa sportiva è Edoardo Chiacchio.

Cosa rischiano le altre squadre? Varese, Trapani, Latina, Ternana e Livorno rischiano sanzioni e anche penalizzazione. Sotto occhio anche Brescia, Cittadella e Carpi.

Anche gli altri tesserati sono a rischio, anche da un punto di vista penale: fino a 9 anni di carcere per le frodi sportive. E nel processo sportivo, senza collaborazione i tesserati potrebbero essere radiati. 

Per i giocatori coinvolti nella combine (anche solo tentate) si rischia una squalifica da 3 a 5 anni. Per l’omessa denuncia si rischia fino a 6 mesi di stop. A rischio – secondo il quotidiano sportivo milanese – anche Marcolin che non avrebbe schierato il giocatore Schiavi nella sfida di Bologna su pressione di Pulvirenti: temeva potessero corromperlo.

In più pubblichiamo anche cosa prevede il Codice di Giustizia sportiva (clicca qui per scaricare il TITOLO II “SANZIONI”)

Le società che si rendono responsabili della violazione dello Statuto, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabile sono punibili con una o più delle seguenti sanzioni, commisurate alla natura e alla gravità dei fatti commessi:

a) ammonizione;  

b) ammenda;

c) ammenda con diffida;

d) obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse;

e) obbligo di disputare una o più gare con uno o più settori privi di spettatori;

f) squalifica del campo per una o più giornate di gara o a tempo determinato, fino a due anni;

g) penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;

h) retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria; in base al principio della afflittività della sanzione, la retrocessione all’ultimo posto comporta sempre il passaggio alla categoria inferiore;

i) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;

l) non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale;

m) non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni; 

n) divieto di tesseramento di calciatori fino a un massimo di due periodi di trasferimento.

2. Alle società può inoltre essere inflitta la punizione sportiva della perdita della gara nelle ipotesi previste dall’art. 17 del presente Codice

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