Catania, a Bisceglie il Var avrebbe cancellato le sviste ma servono squali d’area. Lucarelli senza macchie: ecco perchè

Catania, a Bisceglie il Var avrebbe cancellato le sviste ma servono squali d’area. Lucarelli senza macchie: ecco perchè

Lucarelli voleva dare esperienza e centimetri con i suoi cambi avendo messo in campo giocatori titolari

di Redazione ITASportPress

Il Catania si è arrabbiato molto per il pareggio subito ieri al 90’ dal Bisceglie.  Su tutti l’ad Pietro Lo Monaco che ha puntato l’indice sull’arbitro che a suo dire ieri ha sbagliato parecchio con una direzione di gara cervellotica che ha penalizzato la squadra etnea.

VAR – Forse con l’utilizzo del VAR, ieri il Catania avrebbe vinto perché sia il rigore assegnato al Bisceglie, che i due penalty non dati ai siciliani e il gol annullato agli etnei, con la tecnologia in campo avrebbero portato ad una decisione diversa l’arbitro. Inoltre va precisato che la punizione da dove è venuto il pareggio di Delvino era inesistente e il fallo su Curiale al 94’ è sembrato a molti da calcio di rigore. Ieri è stato imbarazzante assistere alle decisioni arbitrali. La gestione di tante decisioni in campo sono state incomprensibili. Ribadiamo che con gli interventi del Var le decisioni dell’arbitro Valiente di Salerno sarebbero state giudicate in tutt’altra maniera, visto che non hanno avuto la giusta e corretta valutazione. Il Catania accetta il verdetto del campo, ma è giusto che si faccia sentire nelle sedi opportune visto che per un club importante come quello etneo ci vuole la giusta attenzione e il giusto rispetto quando si valutano tutte le situazioni di gioco. 

LUCARELLI – Lo Monaco ha fatto i complimenti alla squadra dopo la partita perché ha messo in campo lo spirito giusto. E in effetti per ampi spazi temporali del match, si è visto il miglior Catania in trasferta di questa stagione. Meriti che vanno attribuiti al tecnico Lucarelli che ha preparato bene la partita, tanto che il Catania per lunghi tratti ha dominato l’avversario che non si è mai reso pericoloso nell’arco di tutto l’incontro. Forse Lucarelli ai più non sarà piaciuto per qualche cambio, ma le sostituzioni operate dal tecnico livornese hanno una sua logica anche condivisibile: i cambi sono serviti per mettere esperienza e centimetri nel finale di match quando il Bisceglie, chiuso dalla cerniera di centrocampo etnea, avrebbe provato la strada del gioco aereo per arrivare al gol del pari. Purtroppo, vuoi per la poca precisione di Ripa e di altri calciatori rossazzurri che hanno sciupato il 2-0, vuoi per la serata nera del direttore di gara, Lucarelli ha visto vanificare tutto il suo lavoro al 90’. Il tecnico rispetto al match con la Reggina ha cambiato tanti titolari e la squadra non ne ha risentito, anzi ha giocato meglio di quattro giorni fa con gli amaranto. Dare colpe sempre all’allenatore è assolutamente sbagliato. In questa stagione il Catania di Lucarelli viaggia con una media spaventosa di 2 punti a partita. Lucarelli ha rilanciato Bogdan e Manneh creando plusvalenze importanti per il Catania. Biagianti, Lodi e Marchese con la cura Lucarelli sembrano rifioriti.

SIMPATIE E ANTIPATIE – Purtroppo a Catania si vive di simpatie e antipatie (ricordiamo ai meno giovani le critiche ingiuste e pesanti a Fini e Zampagna che poi fecero benissimo altrove) e Lucarelli viene criticato spesso a prescindere o solo per alcune dichiarazioni rilasciate a caldo dopo la partita. Il tecnico toscano ha l’autocontrollo della situazione, tanto che spesso si prende dei rischi enormi.  Dopo la batosta di Monopoli ne è uscito rafforzato con la società che ha fatto quadrato su di lui. Inoltre c’è da dire che i giocatori sono con lui e si battono per lui. Lo spogliatoio è con Lucarelli per la sua coerenza e per essere un allenatore che non si fa condizionare nelle scelte e lavora in autonomia. Il Catania ha le sue idee e la sua identità e l’allenatore finora è riuscito a coinvolgere tutti i calciatori che fanno parte del progetto tecnico. Se il Catania non vincerà il campionato e andrà ai playoff, si ritroverà con una rosa di 25 calciatori pronti per la battaglia finale. Lucarelli giudichiamolo al termine della stagione per il campo e non per altri aspetti. La delusione per il pari di ieri è tanta ma a bocce ferme Lucarelli non ha nessuna colpa.

RIPA – Dicevamo di Ripa. Se al posto del numero 29 del Catania, ci fosse stato in campo a Bisceglie Lucarelli, il Catania avrebbe certamente vinto 3-0 nonostante i torti arbitrali subiti.  Purtroppo in campo per il Catania c’era un bravo attaccante prelevato dalla Juve Stabia che in questa stagione ha smarrito la via del gol. In questo momento al Catania manca il Ripa squalo d’area di rigore. Se un allenatore potesse scegliere risponderebbe che l’ideale è una prima punta che segni almeno 20 gol a stagione, faccia una decina o più di assist e pressi forte sul giro palla dei difensori in fase di non possesso. Quest’ultima tipologia si trova solo sugli scaffali del mercato dei sogni. Allora si prende quello che c’è, cercando di ampliare il bagaglio dell’attaccante puro con qualche altra soluzione che non sia il gol. Ripa non è Inzaghi o Icardi centravanti abili a trasformare in gol rimpalli fortuiti, respinte occasionali, mezzi tiri di compagni, cioè palloni-spazzatura. Si tratta di gente che sa come rubare il tempo ai difensori sul primo palo (dote principale del cannoniere nato), tirare al volo, controllare palloni difficili, girarsi e sparare in pochi centimetri, muoversi bene. Anche questo è giocare con la squadra. Venire incontro al centrocampista e saper fare da sponda, tenere la palla con le spalle alla porta, attirare qualche fallo è un repertorio richiesto a tutti gli attaccanti, così come difendere. Chi vive per il gol, essenza del calcio, va anche rispettato. Allora non facciamo diventare Ripa il capro espiatorio di tutto ma va detto che con i suoi gol il Catania oggi sarebbe sicuramente più vicino al Lecce. 

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