Catania, ancora Lucarelli protagonista assoluto. E già c’è qualcuno che gli chiede: “Cristiano facci sognare”

Catania, ancora Lucarelli protagonista assoluto. E già c’è qualcuno che gli chiede: “Cristiano facci sognare”

La vittoria all’esordio nei playoff esalta la figura del tecnico

di Redazione ITASportPress

Alle 22.36  Cristiano Lucarelli li riunisce tutti, in gruppo, in mezzo al campo. E urla: «Grazie ragazzi, sono orgoglioso di voi, del senso di appartenenza che avete dimostrato. Ve la siete meritata questa qualificazione contro la Virtus Francavilla». Lucarelli parla quasi commosso nel cerchio dei giocatori e porta il Catania al secondo turno. Quando vince uno così sono contenti in tanti, al di là del campanile forse anche i tifosi del Palermo tifano per il Catania di Lucarelli.

LUCARELLI IL PIU’ RISPETTATO MISTER

Il passaggio del turno nei playoff ha un protagonista in assoluto, dunque: Cristiano Lucarelli, che senza i problemi vari, sarebbe stato destinato a valorizzare il progetto tecnico dei rossazzurri per le prossime stagioni. A Catania ne é stato apprezzato l’aspetto umano, psicologico e tecnico-tattico. Insomma, Cristiano ha riunito il fronte. Resta poco della primavera calda vissuto dal Catania, con la storia dell’ammutinamento e con la richiesta di disertare la sfida del Massimino. E invece, Cristiano non ha mai perso la fiducia. Nei giocatori e in se stesso, perché è sempre stato consapevole delle difficoltà e delle problematiche dell’ambiente. Il suo lavoro è stato determinante come l’approccio con la squadra. Il suo parlar chiaro, senza differenziare lo spirito del gruppo, è servito per far sentire tutti importanti e partecipi al suo progetto tecnico. Sicuramente Lucarelli è l’allenatore più rispettato dallo spogliatoio da quando il Catania si ritrova a dover soffrire in Serie C. Il rispetto, infatti, è l’argomento che ha messo d’accordo tutti. Cristiano sa essere un fratello maggiore per i giocatori ma, all’occorrenza, sa anche mettere da parte i sentimenti e usare il bastone.

I SUOI RECORD

Va bene, è umano, è un passionale, ma sa anche fare bene la sua professione. Lucarelli è un allenatore emergente, che ha saputo gestire il gruppo nei mesi difficili, anche quelli dell’evoluzione della pandemia. E quando la squadra s’è ritrovata a Torre del Grifo per riprendere gli allenamenti collettivi, il tecnico ne ha constatato il buono stato di forma e la volontà di seguirlo. In quel periodo Cristiano ha ripreso anche il discorso tattico, iniziato dopo il ko interno col Monopoli dello scorso 2 febbraio, fino al lockdown dove la squadra ha prodotto in quel segmento di campionato qualcosa come 14 punti, frutto virtuoso di 4 vittorie e due pareggi (con l’aggiunta di 6 gol e soprattutto, tanto per gradire appena 2 subiti), contro i 33 raccolti nelle prime 24 giornate salendo alla media di 2.33 punti a partita. Una sorta di piccolo record che è passato un pò sotto silenzio prima per il Covid-19 e poi per le note vicende societarie. Cristiano ha rivisto un po’ le sue idee tattiche elevando anche la concretezza e il rendimento nel gioco. Innovatore, certo, ma anche mediatore. Lo è tuttora nella vicenda stipendi, per esempio. Le sue pressioni hanno convinto qualche giocatore a rivedere la propria intransigenza nei confronti della società. Oggi, il Catania è un gruppo testato e solido.

LEADER MAXIMO

Sul prato del Massimino c’è stata la consegna dei gradi da parte di un’intera città. I tifosi hanno scelto il suo nuovo comandante. L’ultimo atto nel match di esordio dei playoff di Cristiano è stato il discorso alla squadra tenuto sul prato del Massimino, a fine gara. Poche parole con le quali ha esaltato lo spirito di appartenenza e la forza del carattere dei suoi dopo la rimonta. «E adesso, dobbiamo continuare a sognare», hanno urlato i (pochi) dirigenti etnei rimasti meritandosi l’applauso dei giocatori. L’unico rammarico di Cristiano è stato quello di non poter ballare sotto la curva davanti alla sua gente potendo cantare con loro. Pazienza, questo purtroppo non è dipeso da Cristiano.

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