Catania, attaccanti in crisi: cercasi svolta oppure…

Attaccanti in calo netto e con la Vibonese serve inversione di rotta

di Redazione ITASportPress

Quel che Raffaele aveva detto sabato, dopo la partita l’ha ripetuto alla squadra, a Teramo. Perché così il Catania rischia di buttarsi via: in campionato la classifica dice nove punti (11 senza la penalizzazione). Racconta pure di appena sette reti fatte e 10 reti subite. «Dobbiamo guardarci dentro, siamo stati molli e poco determinati»: l’allarme è stato lanciato forte e chiaro. E chi ha orecchie per intendere, intenda.

Reginaldo

I SETTE SPRECONI 

Intenda soprattutto Emmausso, sei presenze zero gol; Reginaldo cinque presenze zero gol; Gatto quattro presenze zero gol; Piccolo zero reti; Piovanello tre presenze zero gol; Sarao cinque presenze un gol; Pecorino sette presenze un gol. Tutti gli attaccanti etnei sono dentro una crisi iniziata in Coppa Italia con il piccolo Notaresco capace di violare il Cibali. Sette centravanti rossazzurri con diversi errori complessivi che è difficile tradurre con esattezza in punti, il giochino rischia di non essere mai esatto. Ma certamente oggi l’umore rossazzurro sarebbe completamente diverso. Forse troppa sicurezza di far gol fa rima spesso con scarsa attenzione.

RAFFAELE TRADITO 

Per carità, il discorso di Raffaele vale per tutti. Anche perché il Catania dalla partita con la Paganese in poi, ha sempre creato occasioni a volte anche più dei rispettivi avversari. Su nove partite ufficiali (compreso la Coppa Italia) il Catania non ha mai segnato più di un gol, vincendo con il minimo scarto le partite con Monopoli, Juve Stabia e Virtus Francavilla. «Bisogna buttare la palla dentro», ha ripetuto con sintesi perfetta il tecnico Raffaele ma finora tutti hanno tradito.

Raffaele

CERCASI SVOLTA OPPURE… 

Questo Catania è in una preoccupante fase di involuzione visto che non vince da quattro partite subendo nove reti negli ultimi 360’. L’inizio di questo campionato (tre successi in quattro partite) è stato illusorio. Poi il calo. Cercasi svolta, vale per i sette attaccanti ma per il Catania tutto: senza determinazione non c’è ambizione, per dirla con le parole di Raffaele. I numeri, soprattutto nei secondi tempi, confermano come il Catania sia una squadra a trazione anteriore, per occasioni prodotte e tiri in porta. Ma questa è l’ora della concretezza. A partire dalla partita con la Vibonese del 18 novembre. Altrimenti sono guai. Altrimenti il lavoro estivo della dirigenza rischia di finire nel cestino e la bellezza che insegue l’allenatore resta fine a se stessa. 

 

 

 

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