Catania, corri Sigi la Covisoc ha bussato alla porta. Thrilling iscrizione al campionato

Il club etneo ha 8 giorni lavorativi per presentare l’iscrizione al campionato

di Redazione ITASportPress

Il calcio è un contenitore di sentimenti e passione. Gli stessi valori mostrati dalla Sigi Spa, società con un tessuto connettivo rossoazzurro che ha rilevato ieri il Calcio Catania, un club sull’orlo del baratro affossato da una montagna di debiti. Un atto d’amore e di coraggio degli imprenditori, rappresentati da Pagliara e Pellegrino, che sapevano cosa stavano acquistando avendo studiato le carte e visto i bilanci del sodalizio dell’ex patron Antonino Pulvirenti.

ISCRIZIONE 

Il presidente del Cda della Sigi Giovanni Ferraù  ha ammesso di essere fiducioso ma al contempo preoccupato per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C del Catania e che prestissimo andrà a parlare con la Figc per cercare una soluzione. Una impresa ardua per la Sigi visto che sarà difficile che la Figc decida di spostare il termine del 5 al 18 agosto, come probabilmente sarà richiesto.

PARAMETRI 

I parametri PA o indicatori di liquidità per l’iscrizione in C sono cambiati e senza voler entrare troppo nei tecnicismi, la Sigi sarà costretta a ricapitalizzare a secondo di quanto si è speso, un rapporto tra attivo e passivo di tutta la passata stagione. Se in un club si hanno parametri di bilancio corretti vuol dire che nella società sono state immesse liquidità necessarie per pagare gli stipendi che rappresentano il problema principale. Se ricavi e costi sono in equilibrio il bilancio sarà buono. La Figc stabilisce i parametri indicatori con un numero che corrisponde più o meno al fabbisogno finanziario che serve per potersi iscrivere al campionato. Questo nella normalità, ma nel periodo Covid questo numero era molto alto e la federazione non essendo né sorda né cieca ha introdotto un ulteriore indicatore per stabilire la salute di un club: il cosiddetto indicatore di liquidità, ovvero i soldi in tasca per pagare i debiti. Questo indicatore si può rispettare in due modi: con i mezzi propri (aumento di capitale) oppure attraverso le plusvalenze che generano liquidità.

tifosi catania
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CATANIA – Se non ci fosse stato il Covid il club etneo avrebbe dovuto pagare (con mezzi della proprietà o mediante plusvalenze) ben 5 milioni di euro per iscriversi al campionato. Con le nuove regole post Covid, cui fa riferimento questo nuovo parametro patrimoniale, la Figc considera anche le tasse che lo Stato oggi non chiede. Dunque la Figc interpretando la legge dello Stato ha rielaborato un altro indicatore (di liquidità) che non guarda le tasse ma pensa solo a stipendi, fornitori, debiti con la Lega etc. La nuova proprietà del Catania in questo caso deve mettere in cassa circa la metà: 2,5 milioni di euro. In buona sostanza il Covid ha consentito al Catania di poter alleggerire il debito che si potrà ripianare successivamente. I 2,5 min di euro vanno utilizzati per pagare gli stipendi che è quello che serve al Catania per chiudere la stagione sportiva 2019/20. Vanno pagati gli stipendi a tutto il 30 maggio 2020 ai calciatori ma anche a tutte le figure obbligatorie (ufficio stampa, delegato alla sicurezza, il responsabile della gestione etc.) in quanto soggetti funzionali all’attività della squadra di calcio. Per essere chiari, il magazziniere è importante quanto un attaccante, l’ufficio stampa è importante quanto un allenatore.  Ci sono i contratti annuali e pluriennali con i dirigenti ai quali vanno pagati gli stipendi fino al 30 maggio. Il più oneroso è quello del Dg Pietro Lo Monaco , una cifra grossa tra Tfr (che però non è una scadenza federale) ed emolumenti. Ci sono anche quelli più bassi del ds Marino e di Alessandro Failla. Naturalmente ci sono altri debiti da pagare e sono quelli con l’erario che però possono essere rateizzati.

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COVISOC 

La notifica al Catania via Pec la Covisoc l’ha fatta già oggi. Nella email viene specificata al club qual è la cifra esatta da versare per iscriversi al campionato entro il 5 agosto. Il Catania adesso ha bisogno sia dei soldi ma soprattutto di una governance. Il bando è stato provvidenziale per salvare la matricola ma è arrivato tardi rendendo di fatto ingestibile la società arrivata a ridosso di una scadenza federale fondamentale. La Sigi chiederà la proroga alla Figc almeno fino al 18 agosto per potersi iscrivere. Una richiesta logica ma che difficilmente verrà accordata visto che poi la Federazione sarebbe costretta ad adottare simile provvedimento ad altri club in difficoltà. Inoltre c’è anche la fideiussione dell’importo di euro 350.000,00 che va pagata. Su queste basi sarà complicatissimo che il Catania riesca a presentare la domanda di iscrizione al campionato di Serie C. Manca la governance a 8 giorni lavorativi dalla deadline  del 5 agosto e ancora si deve: versare i soldi alla società, effettuare i bonifici, ricapitalizzare quanto basta per rientrare nei parametri e presentare la fideiussione. Servono soldi e organizzazione in tempi brevissimi.

ALLENATORE E SQUADRA – Sarà arduo il compito dei soci Sigi e del futuro direttore sportivo di allestire una squadra altamente competitiva. Difficile convincere un allenatore e i giocatori di sposare un progetto tecnico inizialmente non ambizioso. Lucarelli l’ha già detto che non vuole sedersi sulla panchina etnea senza garanzie. Il tempo è ridotto e ogni minuto che passa è prezioso.

Ferrau Catania

FATTI – Adesso dopo gli applausi e le foto di rito con le sciarpe al collo serviranno i fatti. Il calcio moderno impone competenza, professionalità ed esperienza. La Sigi si farà le ossa essendo una società nuova con persone valide  animate da una grande passione per la piazza di Catania e per il club di via Magenta ma bisogna fare presto, non c’è tempo per imparare bene il mestiere. Il 5 agosto è dietro l’angolo e nessuno aspetta il Catania. Onore alla Sigi per aver salvato la matricola e dato speranza ai tifosi, ma il calcio moderno è una scienza esatta e per gestire ottimamente una società professionistica, ma anche dilettantistica, servono certezze e non si può più improvvisare. Servono soldi, uomini e progetti. Servono fatti e non più pensieri. Prima di comprare il Calcio Catania il quadro era chiaro.

 

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