CATANIA, cosa succede se i titolari…

CATANIA, cosa succede se i titolari…

Tutte le possibili soluzioni nel caso in cui la difesa del Catania restasse orfana dei due pilastri Pelagatti e Bergamelli, con un occhio anche alle fasce.

di Veronica Celi, @ctvery

…sono costretti, per forze maggiori, a restare fuori? In teoria se si hanno validi sostituti il problema non sussiste. E a detta di Pancaro – come spesso ribadito nel corso di innumerevoli conferenze stampa – il Catania dispone di due talentuosi giocatori per ruolo. Non esistono seconde linee, né pupilli inamovibili. Eppure certe gerarchie hanno preso il sopravvento. La difesa è l’esempio più lampante.

I CENTRALI… – Contro il Cosenza dal primo minuto in campo i due soliti centrali, Bergamelli e Pelagatti. Nelle retrovie l’ormai consueto copione: opporsi d’anticipo, con interventi puliti, cercando di spazzare quanto più lontano possibile palloni vaganti e pericolosi, è il credo del settore arretrato rossazzurro. Restare dietro, a far la guardia, quando la squadra attacca, raggiungendo in velocità e battendo sul secondo l’avversario più temerario intento a ripartire in contropiede, è poi la regola per eccellenza. Accade però che certi equilibri, responsabili degli zero gol subiti in tre partite, dei sei pari a reti inviolate, dei successi roboanti soprattutto a inizio campionato, saltino con l’uscita anzitempo delle due colonne. Bergamelli piegato dagli acciacchi fisici, Pelagatti dal rosso diretto beccatosi a causa dell’atterraggio di Vutov in area. Già con la sostituzione del primo gli svarioni aumentano. Ecco perché ricorrere a giocate scellerate, costate il rigore, per evitare che lo sfidante faccia male. A questo si aggiunge l’ingresso di Ferrario, che tra un liscio e una dimenticanza, non incide a sufficienza. Ma potrebbe essere proprio lui uno dei prescelti dal tecnico per il match contro il Matera.

Ricorrere ai colpi in canna, rimasti per troppo tempo in panchina, sembra inevitabile. L’ex Lanciano, statistiche alla mano, non è comunque portatore di “sventure” in casa Catania. Se schierato ha finora fruttato 3 vittorie, 3 pareggi e solo una sconfitta, la più pesante, al cospetto del Benevento. Al suo fianco Bastrini, che riassapora l’ebbrezza del rettangolo verde dopo il lungo stop dovuto all’infortunio. Non ha sfigurato, reggendo le redini della difesa con accortezza, e concedendo quasi nulla. Non gode, però, dei 90 minuti, necessari per contrapporsi senza stenti alle scorribande della squadra ospite. Da non sottovalutare Bacchetti, poco sfruttato ma potenzialmente utile, se si pensa che già all’andata, in terra lucana, all’esordio, ha coperto bene gli spazi, e ha sfoderato sacrificio e concretezza, lasciando a casa virtuosismi non funzionali alla carica agonistica tipica della Lega Pro. Tra gli uomini di fiducia ai tempi del turn over di Pancaro, passata la fase di rodaggio, è tornato tra le riserve.

…E I TERZINI – Capitolo terzini: la situazione è ancora più drammatica. Le azioni offensive etnee sono figlie delle scorribande sulle fasce di Garufo e Nunzella. I loro assist sono manna dal cielo, anche se non sempre capitalizzati adeguatamente. Nel caso in cui mancasse il primo, il sostituto sarebbe Parisi, recupero permettendo. Se, invece, si assentasse il secondo, chi prenderebbe il suo posto, assicurando performance dello stesso livello? Bisognerebbe attualmente adattare qualcuno al ruolo d’esterno difensivo sinistro, ma si tratterebbe di un salto nel vuoto, senza la certezza di poter ricorrere al paracadute. A meno che il mercato non dia frutti sostanziosi in merito alla questione.

Quanto potrebbe sentirsi la mancanza dei titolari? La risposta è rimandata a domenica prossima. Sarebbe bene, però, conoscerla in anticipo per non imbattersi in sorprese spiacevoli o conferme inaspettate.

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