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Esclusiva

Catania, Grassani a ISP: “Unica soluzione per salvare il titolo. Se non ci saranno offerte…”

Grassani (screenshot Twitter)

L'esperto di diritto sportivo ha parlato ai microfoni di Itasportpress sulla vicenda Catania

Redazione ITASportPress

Domani si conoscerà il futuro del Catania visto che è il giorno del bando per la cessione del «ramo aziendale calcistico» composto da diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, struttura e organizzazione settore giovanile, immobilizzazioni materiali, indumenti, merce, targhe, coppe, trofei e marchi registrati. La base d’asta è stata fissata a 1 milione di euro, con rialzo minimo da 50 mila euro in caso di gara. Sempre domani, alle ore 16, si terrà l’udienza che potrebbe così formalizzare il nuovo ciclo per il Catania, che ha perso la matricola dopo più di 75 anni, ma potrebbe non perdere la categoria.

L'INTERVISTA -  Ai microfoni di Itasportpress.it, l'avv. Mattia Grassani, esperto in diritto sportivo anche in campo internazionale, ha analizzato i possibili scenari.

Avv. Grassani, i curatori hanno risposto che non è prevista la possibilità di esperire una ulteriore procedura competitiva, visto che l’esercizio provvisorio andrà a scadere il 28 febbraio 2022. Se veramente dovesse andare deserta, che cosa potranno fare i curatori per la cessione del «ramo aziendale calcistico» e conseguentemente evitare l'esclusione dal campionato e la radiazione del Catania che avrebbe un forte impatto sul torneo di Serie C?

L'unica soluzione per salvaguardare il titolo sportivo è la cessione del ramo d'azienda, ai sensi dell'art. 52, comma 3, NOIF, che può perfezionarsi esclusivamente in costanza di esercizio provvisorio dell'impresa. Conseguentemente, se non dovesse essere prorogato l'esercizio provvisorio, il Calcio Catania S.p.a. sarebbe escluso dal campionato e radiato dalla FIGC, senza possibilità che subentri una nuova proprietà.

Sul bando cosa può dirci, ritiene le cifre e le condizioni giuste?

A mio avviso risponde al blasone di una piazza come Catania e alle aspettative che ricadranno su chi dovesse rilevare la società. Catania è una piazza sicuramente ambiziosa ma che è in grado di dare molto; chiaro, comunque, che la congruità della valutazione la decide il mercato: se non ci saranno offerte, è evidente che l'azienda sportiva non era appetibile a quelle condizioni per gli investitori.

La richiesta del prolungamento dell'esercizio provvisorio dipende dalle condizioni economiche attuali, in questo può esserci il recupero dei crediti del Catania?

Si, la proroga dell'esercizio provvisorio segue a una valutazione del Giudice circa l'esistenza di risorse che consentano la regolare gestione ordinaria del club; tra queste, possono certamente includersi crediti, purché certi e di imminente esigibilità.

La serie C ogni ogni anno affronta queste situazioni, (Vicenza, Samb, Foggia, Trapani, oggi il Catania). Cosa può fare la federazione o la lega per impedire che si arrivi a questo?

Purtroppo la situazione critica del Catania si trascinava da molto tempo. E' chiaro che, attualmente, la Serie C, soprattutto per società rappresentanti piazze importanti, che hanno l'obiettivo di salire di categoria, presenta ricavi troppo modesti per potersi anche solo avvicinare agli ingentissimi costi di gestione. Per questo le società poggiano in maniera pressochè esclusiva sui finanziamenti dei soci. La crisi economica mondiale ha certamente inciso sulle tasche degli imprenditori, che giocoforza hanno dovuto ridurre gli investimenti che, nel calcio di Serie C, sono quasi sempre a fondo perduto. Le nuove norme recentemente introdotte dalla FIGC - e mi riferisco all'art. 20 bis delle NOIF - consentono di limitare l'ingresso nei club a soggetti tendenzialmente solvibili ed economicamente strutturati, ma il vero problema da risolvere è quello dei ricavi praticamente inesistenti nella categoria, specie per i club che competono per la promozione e non usufruiscono in maniera massiccia dei proventi da 'minutaggio'.

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