CATANIA, il giorno più nero. Tutto sull’inchiesta ‘Treni del goal’

di Redazione ITASportPress

La Polizia di Catania ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari a carico di “soggetti ritenuti responsabili di delitti di frode in competizioni sportive e di truffe, diretti ad influire sul risultato e ad alterare, nel campionato di calcio di serie B, l’esito delle partite in cui era impegnato il Calcio Catania con la conseguente vittoria di quest’ultima società”

Agli arresti domiciliari sono finiti il presidente del club, Antonino Pulvirenti, l’amministratore delegato Pablo Cosentino, il direttore generale Daniele Delli Carri (quest’ultimo, nella sua abitazione di Francavilla al Mare)

Gli altri quattro indagati posti agli arresti domiciliari dalla polizia di Stato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Catania sono: Giovanni Luca Impellizzeri, 44 anni, agente di scommesse sportive online; Piero Di Luzio, 51 anni, tesserato del Genoa Cricket and Football Club; Fabrizio Milozzi, 44 anni, di Roma, e Fernando Antonio “Michele” Arbotti, 55 anni, procuratore sportivo fra Serie B e Lega Pro e agente Fifa.

Perquisizioni sono in corso da parte della Polizia a Roma, Chieti, Campobasso e Catania nell’ambito dell’indagine nei confronti di alcuni dirigenti della società siciliana accusati di aver comprato le vittorie della squadra. 

L’inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catania, in collaborazione con la Polizia postale.

AGGIORNAMENTI

8.20 Antonino Pulvirenti, imprenditore 53enne ex numero uno della compagnia aerea a basso costo Windjet chiusa nel 2012, è il patron della società etnea dal 2004, e in 11 anni ha portato il club in Serie A, battendo il record di permanenza nella massima serie, salvo poi retrocedere in Serie B al termine della stagione 2013/14. 

8.22 Particolari sul blitz “I treni del gol” saranno resi noti alle 11 nella sala stampa della Procura distrettuale di Catania. 

9.12 La bufera che si è abbattuta sul Catania è una seria minaccia per il futuro del club. Se venissero accertate le responsabilità dei dirigenti etnei di aver “comprato” le partite, in base al nuovo codice di giustizia sportiva per la responsabilità diretta di un club, il Catania rischia la retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza. Di base c’è il concetto che l’idea è che le penalizzazioni debbano comunque essere «afflittive», ovvero incidere in maniera pesante sulla classifica e sui risultati ottenuti. In ogni caso, per ciò che riguarda la responsabilità oggettiva, viene prevista la possibilità di graduare la sanzione a seconda della gravità dei casi. Si va dalla penalizzazione di uno o più punti in classifica alla retrocessione all’ultimo posto o l’esclusione dal campionato di competenza. Il Catania potrebbe ripartire dalla Lega Pro con una nuova dirigenza e proprietà. La radiazione è la pena più severa prevista dai regolamenti per i dirigenti accusati di illecito sportivo. Si annuncia un’ estate caldissima che i tifosi etnei vivranno col fiato sospeso.

9.13 Le parole del presidente della Lega Serie B, Andrea Abodi: “Lavoriamo ogni giorno per rendere il nostro lavoro credibile, questo episodio ci lascia sgomenti. Mi auguro che le cose vengano chiarite e si sappia la verità. Se la cosa si rivelasse vera vogliamo una punizione esemplare perchè non tolleriamo accomodamenti e accordi nel nostro mondo. Non esiste possibilità di invalidare il campionato, la responsabilità è individuale e circoscritta, anche se c’è un’incidenza nella competizione stessa. Speriamo che ci sia un processo veloce che ci permetta di iniziare la competizione”

9.30 Onore a noi che non ci siamo venduti. Che non ci siamo girati dall’altra parte. Che abbiamo denunciato il disastro Catania già un anno fa. Che nonostante le critiche di molti siamo andati avanti lo stesso.

Oggi è un giorno triste ma dobbiamo avere la consapevolezza che ci siamo comportati secondo coscienza. Perché difendere i nostri colori è anche denunciare quello che non va, non chiudere gli occhi. 

Il prezzo da pagare sarà alto e lo pagheremo. È giusto così. È il modo per difendere l’integrità e la purezza della nostra Storia. E poi ripartiremo. Da qualunque categoria. Onesti, e puliti.

Catania siamo noi. 

Così si legge sulla pagina Facebook dei gruppi organizzati della Curva Nord “Quando saremo tutti nella nord”.

9.43 Il nome del Catania era emerso il 19 maggio scorso nell’ambito dell’inchiesta “Dirty Soccer” che portò all’arresto di 50 persone tra dirigenti sportivi, allenatori, giocatori, dirigenti e scommettitori italiani e stranieri che aveva truccato decine di partite del campionato di serie B. Come riporta “La Repubblica”, l’interesse dell’organizzazione criminale che combinava le partite si era rivolta anche all’incontro Catania-Crotone del 16 febbraio 2015. Alla vigilia dell’incontro uno dei principali protagonisti dell’organizzazione l’albanese Edmond Neriìjaku insieme ad un altro degli arrestati, Ercole De Nicola, si dicevano certi di “combinare” l’incontro Catania – Crotone al punto che Nerjaku investì 21 mila euro sulla vittoria del Catania.

9.44  Ricordiamo che il Catania era stato protagonista di quattro partite sospette di combine: a denunciare il club siciliano era stato il Rapporto 2015 di Federbet, federazione europea di contrasto al match-fixing, presentato oggi al Parlamento Ue di Bruxelles. I quattro match sospetti della squadra etnea sono quelli del 16 novembre 2014 contro il Trapani, del 24 aprile con laTernana, dell’11 aprile ancora con ilTrapani e del 16 maggio con ilCittadella, tutte partite sulle quali Federbet ha registrato dei flussi anomali di scommesse, in particolare sui risultati del primo tempo e finali e l’Over (il numero minimo di gol).

11.11 La conferenza stampa si sposta in una sala più ampia per via del numeroso afflusso dei giornalisti.

CLICCA QUI per scaricare l’ìntero rapporto

11.14 Inizia la conferenza stampa. 

“Almeno 5-6 partite sono state truccate attraverso pagamenti di denaro ai calciatori. Indagine complessa con ingente impiego di uomini. L’indagine è partita da una denuncia del presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, da questa è partita l’indagine che ha portato al suo arresto. L’indagine parte all’indomani della sconfitta contro la Virtus Entella, che fa sprofondare il Catania in fondo alla classifica, in piena zona retrocessione. Si è immediatamente evidenziata la combine con il Varese. Dai colloqui intercorsi tra gli intercettati è emersa l’esistenza della combine. C’era sempre lo stesso schema: tre giocatori da avvicinare e gli orari d’arrivo degli stessi. Con il Varese questo è accaduto. Nel corso dell’indagine questo modus operandi si è consolidato. Prima fase: quella ideativa con al suo vertice il presidente Pulvirenti che dava l’avvio al tentativo di combine, poi una fase esecutiva con la consegna del denaro che serviva al calciatore oggetto di corruttela. Non solo intercettazioni, ma anche video che riprendono il tentativo di combine”.

“Una volta ottenuta da Impellizzeri (uno degli arrestati), uno dei finanziatori, il via, Delli Carri parlava con Di Luzio (conosciuto durante l’esperienza nel Pescara), questo, a sua volta, contattava Arbotti, agente Fifa, che vantava conoscenze che gli permettessero di avvicinare i calciatori. Arbotti poi si interfacciava con Delli Carri per la riuscita della combine”.

Sono “cinque le partite di Serie B” per cui la Procura di Catania “ritiene accertata la combine” e sulle quale ha indagato la polizia di Stato. 

Sono: Varese-Catania, del 2 aprile 2015, terminata con il risultato di 0-3; Catania-Trapani dell’11 aprile 2015 terminata 4-1; Latina-Catania del 19 aprile 2015 1-2; Catania-Ternana del 24 aprile 2015 terminata 2-0; e Catania-Livorno del 2 maggio terminata 1-1. Accertamenti sono in corso anche su Catania-Avellino del 19 marzo 2015 terminata 1-0

Nell’inchiesta,oltre ai sette arresti, ci sono anche diverse persone indagate. Come ha spiegato il procuratore di Catania Giovanni Salvi le persone coinvolte sono il proprietario del Messina Pietro Lo Monaco, l’ad dello stesso Messina Alessandro Failla e il ds Fabrizio Ferrigno, e i giocatori Alessandro Bernardini (Livorno), Riccardo Fiamozzi (Varese), Antonio Daì (Trapani) e Matteo Bruscagin (Latina). Non sono indagati giocatori del Catania. I giocatori avrebbero ricevuto, in media, 10 mila euro ciascuno.

11.34 Questo il post su Twitter pubblicato dal presidente della Lega di Serie B, Andrea Abodi, sullo scandalo con il Catania al centro delle indagini.

12.05 Ecco il video con le intercettazioni (fonte Repubblica) CLICCA QUI

12.08 “Almeno cinque partite, forse sei sono state truccate con somme di denaro versate a giocatori. Le partite dell’ultimo campionato sono Varese-Catania (0-3),Catania-Trapani (4-1), Latina-Catania (1-2), Catania-Ternana (2-0) eCatania-Livorno (1-1). Forti sospetti anche, hanno specificato gli inquirenti durante la conferenza stampa, su Catania-Avellino (1-0): sono tutte partite giocate tra la fine di marzo e l’inizio di maggio scorsi, risultati positivi in sequenza che hanno consentito al Catania di tirarsi fuori dalla zona calda della classifica di serie B. Le indagini sono state avviate all’indomani della partita Virtus Entella-Catania con i rossoazzurri che, con la sconfitta, erano precipitati in fondo alla classifica in piena zona retrocessione. L’operazione ha preso l’avvio dalle conversazioni telefoniche tra gli interlocutori che, intercettati, utilizzavano sempre lo stesso modus operandi. I ‘treni in arrivo’ erano i giocatori da avvicinare e gli orari di arrivo le maglie che i giocatori avrebbero indossato in campo. Così come accertato per la partita contro il Varese.

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO STAMPA DELLA PROCURA

12.25  Dalle intercettazioni della Polizia emerge il linguaggio utilizzato dagli indagati per parlare delle partite da comprare. Pulvirenti era “il magistrato”, “l’udienza” o “la causa” era invece il modo in cui veniva indicato al telefono l’incontro da truccare grazie “al treno”, vale a dire il calciatore che si sarebbe prestato alla truffa. Un linguaggio studiato nei minimi dettagli tanto che Pulvirenti e gli altri, quando dovevano discutere tra loro del prezzo per corrompere i calciatori, usavano la formula “tariffa o parcella dell’avvocato”, mentre per indicare il numero di maglia del giocatore che era stato agganciato usavano la frase “l’orario del treno o il binario”. Secondo l’accusa vi sono dunque “importanti elementi” che sostengono l’esistenza di un’associazione per delinquere con una struttura “organizzativa stabile” in cui ognuno aveva il suo ruolo, finalizzata “a realizzare una serie indeterminata di delitti di frode in competizioni sportive e di truffe.

12.38 In una nota divulgata dal suo legale, Giovanni Grasso, il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, nega ogni addebito: “Estraneo” alle accuse contestate e “certo di potere dimostrare la totale estraneità ai fatti. Il presidente esprime massima fiducia nella magistratura”.“Il presidente – annuncia il legale – intende prendere delle decisioni immediate sul suo ruolo nella Società Calcio Catania spa, al fine di potersi difendere con la massima serenità e di salvaguardare gli interessi della società sportiva”.

12.42 Le indagini su alcune partite del campionato di Serie B che sarebbero state comprate sono state avviate – riporta l’Ansa – all’indomani della sconfitta del Catania con la Virtus Entella per 2-0 del marzo scorso. Un risultato che fece sprofondare la squadra etnea in zona retrocessione. 

L’operazione, denominata “I treni del gol”, ha preso spunto da intercettazioni telefoniche tra gli indagati che utilizzavano sempre lo stesso modus operandi parlando in codice. I “treni in arrivo” erano i giocatori da avvicinare; gli “orari di arrivo” le maglie che i calciatore avrebbero indossato in campo, così come gli investigatori hanno accertato per la partita contro il Varese. 

I giocatori corrotti avrebbero ricevuto in media 10 mila euro ciascuno. Nell’inchiesta sono indagate complessivamente 19 persone.

13.01 Secondo quanto rivela Agipronews, lo scorso 11 aprile all’Uiss, l’Unità informativa scommesse sportive del Viminale, era stata segnalata la partita Catania – Trapani: i bookmaker avevano individuato strani picchi nei flussi di scommesse, con le puntate indirizzate sull’abbinata 1-over 2,5, in pratica un risultato sbilanciato sulla vittoria del Catania con tre reti di scarto e alla fine la partita era finita 4 a 1 in favore della società rossazzurra. Il flusso di scommesse su quel risultato era talmente alto che alcune agenzie di scommesse avevano chiuso le giocate già lunedì poche ore dopo dalla diffusione delle quote. La partita era stata segnalata anche da Federbet, che aveva registrato anche sospetti di combine su altre tre partite giocate dalla squadra etnea: la partita d’andata con il Trapani del 16 novembre 2014, la gara del 24 aprile 2015 con la Ternana e quella del 16 maggio 2015 con il Cittadella.

13.16 Le partite da “aggiustare” per agevolare la vittoria del Catania, e la sua permanenza in Serie B, erano i “treni”. Emerge dalla intercettazioni della Polizia di Catania che da questo particolare ha deciso di battezzare “I treni del gol”, l’operazione che ha portato all’arresto di 7 persone, tra le quali il presidente della squadra rossoblu’ Antonio Pulvirenti.

Nelle intercettazioni si sente il patron etneo dialogare con il direttore sportivo della societa’ catanese, Daniele Delli Carri, a proposito di “treni” su cui il numero uno della societa’ di calcio siciliana attendeva con impazienza informazioni. In un’altro passaggio, invece, il tono di Pulvirenti appare piu’ spazientito:

“Daniele – dice il presidente catanese -, ma cosa stai combinando? Scusami non capisco… e che ci vuole…”. A questo risponde Delli Carri rassicurando Pulvirenti: “E’ a posto… e’ a posto….”. Quindi, l’ex calciatore di Torino e Pescara, fa ancora il riferimento al “treno”: “Stiamo lavorando sul treno di venerdi’”. 

13.57 Ecco un’infografica riepilogativa della vicenda (fonte agostinolaudani.it)

15.33 “E’ una vicenda sconcertante, Catania e i catanesi non meritano tutto questo”. Lo ha detto Anthony Barbagallo, deputato regionale siciliano del PD, a proposito delle notizie relative all’inchiesta sul Catania Calcio. “Emerge uno scenario inquietante, che coinvolge il Catania ma che purtroppo sembra essere sempre più radicato nel sistema calcistico, a tutti i livelli. La magistratura e le forze dell’ordine hanno fatto un lavoro importante e delicato, adesso è necessario accertare nel più breve tempo possibile la verita’. Naturalmente – ha proseguito Barbagallo – per il bene della città, ci auguriamo che tutta la vicenda possa essere chiarita. Ma in ogni caso a questo punto una svolta pare indispensabile, per restituire a Catania una società calcistica degna della sua città e dei suoi tifosi”.

15.34 “C’e una città che ha gioito, trepidato, sperato, per la sua squadra. C’e’ una citta’ che adesso ha diritto di sapere, fino in fondo. L’inchiesta della Procura di Catania, i dettagli resi noti dal Procuratore Giovanni Salvi, lasciano allibiti ed è urgente adesso che si chiariscano fatti e responsabilità di ciascuna delle persone coinvolte”. Lo ha detto l’eurodeputato del Pd Michela Giuffrida, commentando l’inchiesta giudiziaria che ha travolto la squadra di calcio di Catania, col sospetto che il presidente Pulvirenti abbia truccato alcune partite per garantire la salvezza al club rossazzurro. “Gli arresti che riguardano la società Catania Calcio non possono, non devono però infangare un´intera citta’, i tifosi catanesi, il calcio – ha aggiunto -. Adesso tocca alla magistratura fare luce su quanto è accaduto. Catania subisce l’ennesimo affronto, dopo aver giaàpagato, nel recente passato, un tributo altissimo per vicende che nulla hanno a che fare lo sport sano, leale, e non violento in cui i catanesi e i tifosi rossoazzurri devono continuare a credere, e a cui tutti noi abbiamo diritto”.

15.56 Ecco le partite incriminate

CATANIA, le partite incriminate – PRIMA PARTE (VIDEO)

CATANIA, le partite incriminate – SECONDA PARTE (VIDEO)

16.45 “L’inchiesta sul calcioscommesse coordinata dalla Dda di Catania, che ha portato all’arresto dei dirigenti del Catania Calcio, è un pugno allo stomaco per una città che ha sperato fino alla fine nella ripartenza della propria squadra e per i tifosi che ancora credono nel calcio vero, sano. Sono sicuro che l’inchiesta dei magistrati catanesi farà piena luce sul coinvolgimento di Pulvirenti, Cosentino e Delli Carri, per il bene della società, dei tifosi, dei dipendenti e della nostra città”. Lo dice il parlamentare catanese del Partito Democratico Giuseppe Berretta. “Certo – aggiunge – se dovessero essere accertate le responsabilità pesanti di cui si parla, Catania tutta subirà un grave danno. Seguiremo la vicenda da vicino, con un’attenzione particolare ai tanti lavoratori della squadra rossazzurra”.

16.51 Il capo della Procura della Figc, Stefano Palazzi, ha aperto un procedimento sul caso Catania, che ha portato oggi all’arresto, tra gli altri, del presidente della società etnea Pulvirenti per la presunta compravendita di partite dello scorso campionato di Serie B. Palazzi ha chiesto alla Procura etnea gli atti dell’indagine.

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