Catania, il paradosso è nei numeri e Lo Monaco fatica a sciogliere molti rebus

Catania, il paradosso è nei numeri e Lo Monaco fatica a sciogliere molti rebus

Una stagione si è appena chiusa e un’altra sta per partire ma con quali strategie?

di Redazione ITASportPress

Avviso ai naviganti: quando le «sclerate» di Pietro Lo Monaco diventano frequenti e ricorrenti, significa che la misura è colma. L’amministratore delegato etneo non si aspettava di uscire dai playoff in semifinale e per questo ha messo TUTTI in discussione. Adesso è impossibile fare pronostici, su chi parte e chi resta, ma il dirigente di Torre Annunziata sembra convinto a liberare molti calciatori e numerosi componenti dello staff tecnico. 

RISOLUZIONE – Il tecnico Cristiano Lucarelli ha un contratto fino al 2019 e con 60 mila euro a stagione, non è stato certamente l’allenatore più pagato della C. Con la dirigenza s’incontrerà a breve, e si conoscerà il suo futuro, ma scorrono ormai i titoli di coda sull’avventura alle pendici dell’Etna del livornese. Il Catania percorrerà la strada della risoluzione consensuale visto che l’ingaggio basso rende più semplice l’operazione. Poi Lucarelli potrà accasarsi altrove e il Catania dovrà trovare un sostituto per  il suo quarto anno in terza serie. Nel calcio però non bisogna mai dare nulla per scontato e allora, anche se le percentuali sono bassissime, potrebbe accadere che Lo Monaco decida di continuare con Lucarelli pensando ai 70 punti in campionato conquistati dal tecnico livornese

CATANIA, VALI 70 PUNTI? – Domande ai naviganti: l’organico del Catania vale 70 punti? Lucarelli è stato una risorsa importante per toccare questa quota, oppure ha messo il limitatore di velocità alla super corazzata, come ha definito l’ad Lo Monaco la squadra? Un bel dilemma, ma i 70 punti sono tanti e in trasferta è stato il Catania più vincente di sempre. Una cosa è certa: questo organico sul piano caratteriale ha mostrato dei limiti. Ha difettato soprattutto a centrocampo in dinamicità, e questo si sapeva già a settembre.  Su questo argomento si potrebbero fare certi discorsi sul futuro di alcuni giocatori. Bisogna continuare a puntare sugli ultra trentenni, alcuni dei quali apparsi in netta difficoltà di passo in C, oppure scommettere su un centrocampo più dinamico, e allo stesso tempo tecnico, con nuovi calciatori?

LUCARELLI – Tu chiamalo, se vuoi, «cattivissimo Cristiano». Perché non ha mai guardato in faccia nessuno, perché se ti vede sgonfio finisci in panchina, perché se ti chiami Lodi, Mazzarani o Marchese intriso di storia rossazzurra, beh, conta: ma dal momento in cui lo decide lui. Chiamatelo, anche «cattivissimo Cristiano» perché lo ha detto lui di sé e perché ha saputo fare o imporre Grandi Scelte a volte non gradite alla dirigenza e alla proprietà.  Sia chiaro: Lucarelli ha sbagliato delle scelte. Lo ha ammesso, a volte. «Cambi decisivi? Ogni tanto rimedio ai miei danni…». Oppure, dopo il k.o. contro il Monopoli: «Ho sempre messo a posto le cose e lo farò anche stavolta». Lo ha fatto, dopo aver chiesto scusa ai tifosi. Non è però un rasserenatore e a volte è talmente fumantino da far pensare che quella maglia numero 9 che ha indossato per tanti anni, ce l’abbia ancora sotto la giacca durante la partita e quando si presenta in sala stampa. Qualora dovesse restare per il secondo anno, è chiaro che Lo Monaco e Argurio dovrebbero fare i conti con l’allenatore livornese sul mercato. Lucarelli lo scorso campionato ha chiesto Coletti per la difesa, Baraye e Bocalon per l’attacco e un centrocampista capace di “strappare”, ma invece sono arrivati calciatori con altre caratteristiche secondo il suo piano tattico. Difficile però che Lo Monaco dia carta bianca al tecnico sul mercato e sulla gestione dei senatori e quindi diamo quasi per scontato che non sarà Lucarelli il nuovo allenatore.   

RIMEDI – Questo Catania con qualche ritocco, sarebbe già competitivo per la prossima stagione che sicuramente sulla carta si presenta meno complicata di quella appena conclusa. Il Matera e il Trapani infatti hanno seri problemi societari e al momento, l’unico club sulla carta che potrebbe competere col Catania per la B, sembrerebbe il Catanzaro che ha ritrovato i fondi necessari per fare una vera rivoluzione in estate e puntare con decisione alla serie cadetta. Magari qualcuno ipotizza che proseguendo sul solco della continuità tecnica, il Catania potrebbe essere la squadra favorita per la promozione diretta. Sono ipotesi. 

MERCATO – Un attaccante come Marotta del Siena da affiancare a Curiale sarebbe il massimo. Per il centrocampo dinamico servono giocatori di “gamba” e bravi tecnicamente. In difesa servono elementi che non abbiano paura di iniziare l’azione. Conferma di Porcino è necessaria, ma non quella di  Pisseri che ha avuto alti e bassi. Via i calciatori che hanno fatto fatica nei momenti chiave subendo la  pressione della piazza quando hanno giocato davanti a 20 mila spettatori. Qualcuno, alla vigilia del match con il Siena al Cibali, ha lamentato qualche “dolorino” muscolare di troppo. Paura dei 20 mila? Chissà. E’ giusto acquistare elementi di grande personalità visto che a molti tremavano le gambe prima della semifinale. Il Catania potrà fare ancora meglio in futuro. E non c’è bisogno di una sforzo di fantasia per immaginare che cosa ci sia di meglio per chi arriva secondo.

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